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Confapi ha preso parte alla prima riunione del Tavolo permanente “Filiera del Bianco” dedicato al settore dell'elettrodomestico italiano presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. All'incontro che, si è svolto presso il Mimit, hanno partecipato gli attori della filiera del "bianco" con lo scopo di rilanciare un comparto importante del Made in Italy. In rappresentanza di Confapi è intervenuto Mauro Barchiesi, Presidente di Confapi Industria Ancona che ha presentato al Ministro lo stato dell’arte della filiera e le proposte della Confederazione ribadendo innanzitutto “la necessità che a livello di politica industriale considerando l’occupazione, il know-how e i conseguenti risvolti economici, la strategicità dell’industria del bianco sia riconosciuta” e l’importanza “della piccola e media industria privata, che nella filiera del bianco costituisce una colonna portante, con subfornitori d’eccellenza che negli anni hanno contribuito in modo determinante al decollo del settore”.

Le Pmi dedicate alla componentistica italiana per il settore dell’elettrodomestico infatti oltre a occupare i primi posti per l’export a livello internazionale, sono artefici di innovazioni di prodotto, processo e brevetti. Per questo, “è importante sottolineare la capacità propositiva che le Pmi hanno in questa industria per cui non si può prescindere da un loro coinvolgimento nei progetti – ha aggiunto Barchiesi - : spesso la fase di industrializzazione è demandata dalle aziende più grandi, ai fornitori che sono oggi abili nell’interpretare l’idea di sviluppo per tradurre la prototipazione virtuale in industrializzazione secondo un processo efficiente”.

Confapi ritiene opportuno quindi che da una parte sia importante tutelare le aziende dell’industria del bianco – come sottolineato da Barchiesi - , dall’altra sia necessario porre in atto azioni di politica economica e industriale che consentano di rilanciare il settore all’insegna della sostenibilità, attraverso la creazione di un ecosistema in cui le Pmi siano protagoniste insieme ai grandi player, per riprendere a creare valore.  “L’industria del bianco – ha ribadito Barchiesi - è stata un motore del miracolo economico e a differenza di altri settori, non ha beneficiato di politiche specifiche o di particolari tutele, restando competitiva”. Infine, guardando oggi al contesto economico e alle dinamiche del mercato con la crescita dei costi di produzione e il calo della domanda è necessaria una revisione strategica che salvaguardi il settore e gli interessi non solo delle multinazionali ma di tutti gli attori del comparto anche attraverso l’utilizzo del Golden Power. “Come Confapi vogliamo ricordare che le Pmi dell’industria del bianco, rivestono un ruolo di primo piano nel rappresentare il Made in Italy”, ha concluso Barchiesi.

“Confapi è stata la prima associazione a prendere posizione nei mesi scorsi su una tematica che, se non ricalibrata, potrebbe creare gravissimi danni all’industria Italiana. È fondamentale che le associazioni datoriali e la politica lavorino assieme per la revisione del CBAM, il Carbon Border Adjustment Mechanism, oggi rivolto a colpire solo le materie prime prodotte in Paesi extra europei con alto contenuto di Co2, lasciando invece completamente spalancata la porta europea all’importazione dei semilavorati e dei prodotti finiti prodotti con ancor più alte emissioni”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

“Si tratta – spiega - di un meccanismo nato con l’obiettivo di individuare i prodotti ad alta intensità di emissioni di carbonio in ingresso nell’area UE e pensato per correggere i vantaggi sfruttati da quei produttori che sceglievano di spostare le proprie attività in aree extra UE, con leggi meno rigorose in termini di controllo e misurazione delle emissioni. Alluminio e acciaio ad esempio sono due materie prime strategiche per le nostre industrie metalmeccaniche che, se dovranno subire un costo maggiore derivante dalla CBAM, dovranno necessariamente essere difese dall’importazione, meno costosa, dei semilavorati e dei prodotti finiti fatti in Paesi che non applicano la stessa tassa ambientale alle materie prime”.

“Il rischio concreto – conclude Camisa - è che molte grandi industrie, se non ci saranno correttivi quanto prima, decidano di esternalizzare in Paesi Extra UE il processo di trasformazione oggi fatto dalle piccole e medie industrie Italiane. Occorre difendere il nostro tessuto industriale e lavorare in Italia e in Europa per modificare un provvedimento che rischia di mettere a repentaglio decine di migliaia di imprese”.

Per il Presidente Nazionale di Uniomeccanica Confapi, Luigi Sabadini “salutiamo con grande favore il fatto che Confapi abbia preso posizione nelle settimane scorse e lo riprenda oggi su un tema fondamentale per le piccole e medie industrie metalmeccaniche e non solo. Siamo soddisfatti che la politica si stia impegnando per adottare dei correttivi: nei giorni scorsi è stata depositata infatti la risoluzione, a prima firma del deputato Maurizio Casasco (Forza Italia), per impegnare formalmente il Governo perché si attivi nelle sedi comunitarie a mitigare gli effetti distorsivi della CBAM, estendendone l’applicazione ai prodotti finiti la cui impronta carbonica ecceda quella comunitaria. Da parte nostra – conclude - daremo il massimo supporto come categoria affinché questa risoluzione venga approvata nell’interesse complessivo delle nostre Pmi metalmeccaniche, del sistema complessivo del Made in Italy di trasformazione e anche dell’ambiente”.

Al via oggi da Napoli la prima delle sette tappe del Roadshow organizzato da Confapi e SIMEST finalizzato a far conoscere gli strumenti SIMEST per l’internazionalizzazione delle imprese. L’iniziativa è rivolta sia alle imprese che operano già all’estero e intendono incrementare il proprio business, sia a quelle che intendono affacciarsi sui mercati internazionali e hanno bisogno di individuare Paesi target. Ogni seminario vedrà la presenza – oltre ai rappresentanti di Confapi e SIMEST - anche di aziende che testimonieranno, con la loro esperienza, l’efficacia degli strumenti di finanza agevolata SIMEST a supporto dei loro processi di internazionalizzazione. La prima tappa, organizzata da Confapi Napoli, presso il Polo dello Shipping MSC ha visto gli interventi di Raffaele Marrone, Presidente di Confapi Napoli, di Angelo Bruscino, Presidente di Confapi Campania, Annalisa Guidotti, Direttore comunicazione e relazioni istituzionali Confapi, e di Francesca Alicata, Responsabile Relazioni esterne SIMEST.

 

Il Roadshow, dopo Napoli (20 febbraio), toccherà nelle prossime settimane le seguenti tappe: Udine, 10 aprile; Bologna - Fiera MECSPE, 7 marzo; Sicilia, 6 maggio; Lombardia, 22 maggio; Pisa, 12 giugno; Torino, 19 settembre.

 

“Siamo molto orgogliosi di ospitare per primi il Roadshow organizzato da Confapi e Simest.  – ha dichiarato Raffaele Marrone, Presidente Confapi Napoli - Non credo sia un caso che sia stata scelta la città di Napoli e Confapi Napoli ad avviare questo ciclo di incontri volti a sostenere le imprese nel loro percorso di internazionalizzazione. Il nostro tessuto industriale è ricco di eccellenze che hanno portato Napoli e la Campania ad essere il traino del Made in Italy in tanti settori, dall’agro alimentare al sistema moda e ai poli tecnologici. Attraverso l’organizzazione e la partecipazione attiva a questi seminari intendiamo dare un segnale concreto e tangibile della nostra vicinanza al mondo produttivo con l’obiettivo di rendere le imprese più competitive e più presenti sui mercati esteri. La semplificazione delle procedure e l’internazionalizzazione sono i temi su cui vogliamo incidere per aiutare sempre più le imprese che intendono crescere nella competizione globale”.

 

"Confapi è vicina con grande partecipazione al dolore delle famiglie degli operai deceduti nel crollo di Firenze. Una tragedia che ha scosso tutto il Paese e che riporta centrale in maniera forte il tema della sicurezza sul lavoro che vede tutte le nostre aziende da sempre impegnate e attente. Quello della sicurezza è un valore fondamentale che deve sempre venire prima del vantaggio economico e su questo tema Confapi è sempre stata in prima linea in stretta connessione con la parte sindacale. Credo che sia importantissimo riuscire a fare tutti, imprenditori e sindacati, un fronte comune per la correttezza e la trasparenza in tema di appalti. La contrattazione collettiva siglata da associazioni datoriali rappresentative e dai più importanti sindacati è già garanzia di sicurezza. È fondamentale insistere sulla sensibilizzazione e sul lavoro che da anni si sta già svolgendo con le parti sindacali sul tema sicurezza. Occorre arrivare a regole certe e chiare in tutti i settori, pubblico e privato, e mettere dei limiti ai ribassi, escludendo le offerte palesemente anomale, estendendo al settore privato un sistema di qualificazione analogo a quello già esistente per il settore dei lavori pubblici. Infine ritengo determinante eliminare tutti quei contratti pirata: tanto sono più contratti sottoscritti da confederazioni e parti sindacali poco rappresentative, tanto è meno forte il tema della sicurezza". Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

 

Si è svolto oggi a Cosenza il primo evento di onboarding del progetto Microcyber, di cui Confapi è partner. Il progetto, che fa parte degli European Digital Innovation Hubs, si pone l’obiettivo di migliorare e diffondere la digitalizzazione, in particolare nelle regioni del Sud Italia, focalizzandosi principalmente sulla cybersicurezza delle micro, piccole e medie imprese, dei professionisti e della pubblica amministrazione. A riguardo, il polo propone una serie di servizi di natura logistico organizzativa, consulenziale, tecnologica, formativa e di tutoraggio a supporto della crescita del business e strumenti finanziari con lo scopo di favorire l’adozione di servizi e tecnologie digitali sicure. Il progetto ha una durata di 36 mesi e prevede, quindi, per le imprese localizzate nelle otto regioni del Mezzogiorno, la fruizione gratuita di servizi per migliorare il loro livello di cybersicurezza e l’accesso a finanziamenti agevolati, sia europei sia nazionali.

“I dati aziendali – ha spiegato il vicepresidente nazionale e presidente di Confapi Calabria, Francesco Napoli - sono uno degli asset più preziosi per le nostre imprese che quotidianamente si devono difendere da attacchi informatici, ma che ancora oggi rappresentano un bersaglio troppo spesso vulnerabile per i cybercriminali. Alla luce di ciò è fondamentale adottare buone prassi e affidarsi a dei professionisti competenti, non farlo espone a rischi non sempre calcolabili. Le imprese vanno sostenute nel processo di innovazione tecnologica per questo MicroCyber rappresenta per il Sistema Confapi una grande opportunità nella sfida all’innovazione e alla competitività, garantendo competenza e sicurezza. Il progetto MicroCyber da questo punto di vista è strategico perché tra i suoi obiettivi ha proprio quello di fornire servizi di skill and training. Non a caso è rivolto strategicamente alle regioni del Meridione: l’obiettivo, infatti, è quello di affiancare le aziende che, nonostante siano dotate di grandi capacità e producano prodotti validi, necessitano di competenze adeguate alle sfide dei nostri tempi. A Cosenza per le nostre imprese si apre un percorso importante di crescita all’insegna di una maggiore sicurezza”. 

 

Nei prossimi mesi saranno organizzati una serie di eventi nelle regioni target. Oltre a Confapi e all’Ente del Microcredito, capofila del progetto, gli altri partner sono Deloitte, Officine Innovazione S.r.l. (gruppo Deloitte), CINI - Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo sostenibile), Digiform srl (impresa di informatica con sede a L’Aquila).

Confapi, rappresentata dal Vicepresidente Corrado Alberto, è stata audita dalle Commissioni riunite Finanze e Lavoro, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati dell’impresa.

“Da parte nostra non ci sono preclusioni a un modello che possa rappresentare la partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati d’impresa – ha affermato il Vicepresidente Alberto -, ma riteniamo necessaria una valutazione preliminare rispetto alla produttività e alla dimensione delle aziende per le quali questa norma verrà applicata”. 

Confapi è quindi favorevole a discutere sull’opportunità di introdurre una normativa che preveda disposizioni incentivanti che aiutino le forme partecipative, ma si ritiene che, all’interno delle piccole e medie industrie, tali forme di partecipazione e/o di cogestione definite per via legale si scontrino con i modelli societari legati alla figura dell’Imprenditore, indipendentemente dal modello societario utilizzato. Circa la partecipazione agli utili/capitale Impresa/azionariato, come Confederazione non esprimiamo una posizione contraria in linea di principio. L’azionariato dei dipendenti può rappresentare uno strumento capace di incentivare la cooperazione tra dipendente e imprenditore per il raggiungimento di determinati risultati e, quindi, per il rafforzamento della cultura aziendale e del senso di appartenenza. Tuttavia, la soluzione è già oggi ampiamente disciplinata e realizzabile. Forme di partecipazione agli utili per i prestatori di lavoro sono già disciplinate dal Codice civile agli artt. 2349 e 2351 (anche a seguito delle modifiche introdotte nel 2003 con la riforma del diritto societario).

Per quanto riguarda il regime di tassazione della partecipazione agli utili, sul quale è opportuno lavorare nella logica di favorire la maggior diffusione dell’istituto, riteniamo che sia necessaria l’esclusione dal reddito del lavoratore al fine di evitare l’applicazione della cumulabilità con la tassazione già in essere sul rapporto di lavoro oppure prevedere una tassazione agevolata nella stessa misura prevista oggi (5%) per le erogazioni di secondo livello.  Analogo criterio andrebbe assunto, negli stessi casi, per quanto riguarda la tassazione degli utili in capo agli imprenditori che dovrebbero godere di pari benefici fiscali, almeno per la quota di utili destinata ai lavoratori.

Confapi, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Napoli, ha preso parte al primo incontro del tavolo di lavoro istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la predisposizione della Legge annuale per le micro, piccole e medie imprese. Il Tavolo presieduto dal ministro Adolfo Urso, svoltosi presso il Mimit, ha avviato il percorso di confronto con le associazioni di categoria che porterà all'adozione, in attuazione all'art.18 della Legge 180 del 2011, per la prima volta negli ultimi 12 anni, di una Legge annuale per le micro, piccole e medie imprese.

“Le nostre imprese sono il motore dell’economia nazionale – ha affermato il Vicepresidente Napoli -, tuttavia troppo spesso si trovano ad affrontare ostacoli nel loro cammino verso lo sviluppo, come ad esempio l'accesso limitato a finanziamenti e risorse. Per questo, al fine di promuovere un ambiente favorevole alle Pmi, riteniamo che la legge sui cui ci stiamo confrontando debba prevedere innanzitutto un riordino dei provvedimenti esistenti, una semplificazione delle procedure vigenti e degli interventi innovativi più confacenti alle specifiche esigenze delle imprese per migliorarne la competitività”. Secondo Confapi, è inoltre opportuno garantire un sostegno finanziario adeguato a consentire l'effettiva attuazione delle misure auspicate, riconoscendo così il ruolo vitale delle piccole e medie imprese nella crescita economica e nel benessere generale del Paese. Napoli ha poi sottolineato che “ora più che mai le nostre aziende, e con esse tutta la nostra economia, hanno bisogno di condizioni chiare, di un supporto rapido e di un impegno vero per la definizione di nuove opportunità senza dimenticare l’importanza del capitale umano che deve essere supportato da criteri di meritocrazia e dal recupero di attrattività verso le giovani generazioni più capaci e inclini ad affrontare le rivoluzioni tecnologiche attuali e future".

Il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, ha incontrato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Diversi i temi al centro del colloquio, a cui hanno preso parte anche i due vicepresidenti confederali, Francesco Napoli e Corrado Alberto.

Tra gli argomenti discussi durante l’incontro, Camisa ha portato all’attenzione del Ministro Pichetto Fratin la questione relativa alla geotermia. Vi sono regioni, come la Toscana, dove la risorsa geotermica copre più del 30% del fabbisogno energetico e offre opportunità di lavoro a più 2500 lavoratori. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto legge ‘Energia’ che dà la possibilità al titolare di una concessione geotermica di presentare un piano di investimenti che sarà valutato dalla Regione. Le Regioni possono concedere una proroga delle concessioni fino a 20 anni. La proroga può rappresentare una grande opportunità per tutte le aziende dell'indotto geotermico, che in questi anni, a causa delle poche certezze sul futuro dell'utilizzo della risorsa, hanno visto comprimere le proprie commesse. Difendere e investire sulla geotermia oltre a essere una scelta sostenibile, può rappresentare un volano di sviluppo per la nostra economia.

Si è affrontato, naturalmente, anche il tema della situazione dell’Ilva di Taranto e delle possibili soluzioni volte sia creare il polo dell’acciaio più tecnologico e green europeo che dia una spinta importante alla competitività del sistema Paese, sia a tutelare le numerose aziende dell’indotto. Tra gli altri temi affrontati le regole relative all’attivazione di impianti da fonti rinnovabili, la nuova normativa relativa agli elettrivori, la necessità di ricalibrare il CBAM, il Carbon Border Adjustment Mechanism, per proteggere il più possibile le industrie italiane ed europee che si occupano di acciaio e generazione elettronica, il regolamento europeo sugli imballaggi, l’importanza della sburocratizzazione in particolare per quel che riguarda la realizzazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili.

Confapi ha preso parte alla riunione tecnica con la Struttura di Missione del Pnrr presso la Presidenza del Consiglio per un breve confronto in vista dell’emanazione del nuovo decreto-legge di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In rappresentanza della Confederazione è intervento il professor Carlo Alberto Carnevale Maffè che ha il illustrato il documento di Confapi incentrato sulla semplificazione delle fasi di accesso agli investimenti pubblici nazionali ed europei e sul credito d’imposta. La Struttura di missione ha comunicato che nei prossimi giorni sarà pubblicato il nuovo decreto che contiene misure per lo stanziamento delle nuove risorse del Piano e nuove procedure di semplificazione normativa per facilitare l’accesso al credito d’imposta, e invitato ad avanzare delle nuove proposte tecniche legislative che potranno essere recepite nel percorso di conversione del decreto.  Infine è stata annunciata la convocazione di ulteriori incontri per dare seguito al proficuo confronto con il mondo delle imprese.