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 Confapi Emilia,

il prossimo 14 Novembre 2023 alle ore 11,00, in collaborazione con lo Studio Legale Capuzzo, organizza un webinar dal titolo  

PATOLOGIE DEL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO E LA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO:

RECESSO PER GIUSTA CAUSA E GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO 

L’incontro avrà ad oggetto l’analisi del comportamento del lavoratore ed i diritti del datore di lavoro con particolare riferimento alle cause di licenziamento e relative conseguenze.

 

- Gli obblighi in capo al lavoratore ed il suo comportamento sul posto di lavoro, in malattia e durante gli infortuni sul lavoro;

- Gli accertamenti ispettivi del datore di lavoro sul comportamento dei lavoratori in costanza di lavoro e durante le assenze per malattia ed infortunio;

- Gli inadempimenti del lavoratore e le cause di licenziamento;

- Il procedimento disciplinare ed il recesso per giusta causa del datore di lavoro;

- Le altre cause di licenziamento per giustificato motivo oggettivo e soggettivo tra le quali il licenziamento per sopravvenuta inidoneità alle mansioni o per scarso rendimento;

- Le conseguenze economiche nelle varie tipologie;

- Il licenziamento del Dirigente;

- Domande dei partecipanti.

 

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“Dal’1 gennaio 2024 entrerà in vigore il nuovo tariffario nazionale ambulatoriale che colpirà tutte le prestazioni di diagnostica, fisioterapia e laboratorio analisi. Si tratta di uno strumento che comporterebbe la chiusura dell’80% delle strutture esistenti e il rischio concreto che il personale medico si rifiuti di eseguire le prestazioni se la remunerazione fosse in linea con il taglio prospettato”. È l’allarme lanciato da Michele Colaci, Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca.

“Gli effetti immediati, oltre alla perdita di migliaia di posti di lavoro – aggiunge Colaci - sarebbero l’acquisizione degli stessi laboratori da parte delle multinazionali, con conseguente perdita di professionalità da parte degli operatori, e le difficoltà per i cittadini nel trovare questo tipo strutture nel proprio paese o nel proprio quartiere. Le nuove tariffe previste dal nomenclatore solo all’apparenza andrebbero incontro alle esigenze economiche delle persone oltre a non essere in linea con le normative europee”.

“Ci auguriamo – conclude il Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca - che il Governo si sieda intorno a un tavolo con le Regioni, le associazioni di categoria e con tutti gli organi competenti e che si trovi una soluzione che rispetti la salute dei cittadini, il lavoro nonché l’italianità delle imprese”.

 

Il sistema portuale italiano rischia pesanti ripercussioni se la direttiva EU-ETS (European Emission Trading Scheme) non subirà modifiche prima del recepimento da parte degli Stati Membri.

La direttiva, che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55 % entro il 2030, ha incluso, nel maggio di quest’anno, anche il settore marittimo. È previsto infatti un contributo ambientale per gli armatori di grandi navi superiori alle 5 mila tonnellate che avrà pesanti ricadute sulla competitività e sulle potenzialità dell’economia portuale italiana a vantaggio di quelli extra EU.

Sul punto è intervenuto Vittorio Chiappetta, Presidente nazionale della Filiera Trasporti di Confapi: “Fatta la legge, trovato l’inganno. Le compagnie marittime provenienti da paesi extraeuropei e diretti in altrettanti paesi extraeuropei potranno evitare la tassazione al 100% scegliendo semplicemente i porti del nord Africa per il trasbordo”.  “Spostare il traffico marittimo non determinerà - continua Chiappetta -, il raggiungimento degli obiettivi climatici ma sposterà l’inquinamento a poche centinaia di miglia di distanza causando però danni di proporzioni ingenti all’economia portuale che sta già subendo gli effetti negativi dovuti all’inflazione”.

Forte preoccupazione anche per le sorti del porto di Gioia Tauro, il più grande terminal per il transhipment presente in Italia. Quasi il 28% di tutti i container movimentati e il 77% di quelli trasbordati passano da Gioia Tauro, che conta, attualmente, 1.600 lavoratori diretti e 4.000 indiretti. Di fronte a questi numeri risulta evidente la necessità di un cambio di rotta.

“Lavoriamo per una transizione verde - conclude Chiappetta - in grado di camminare parallelamente ad una sostenibilità che sia socialmente equa e che tenga conto della competitività del nostro sistema”.

È online il nuovo numero di Confapinews, il mensile d’informazione della Confederazione Piccola e Media Industria Privata. In primo piano questo mese: il Salario Minimo e la posizione espressa dal Presidente Camisa, Confapi a Palazzo Chigi per l’illustrazione della legge di Bilancio, il rinnovo del protocollo di legalità sottoscritto da Confapi e Ministero dell’Interno, l’apertura della XI Consiliatura del Cnel con il rientro della Confederazione e tutti gli interventi ai vari tavoli istituzionali. Come sempre, presenti anche approfondimenti sulle ultime novità dall’Italia e dall’Europa, oltre agli aggiornamenti dalle nostre territoriali e dal sistema Confapi.

Confapi, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Napoli, ha partecipato oggi a Palazzo Chigi all’incontro in cui il Governo ha illustrato alle parti sociali il disegno di legge di bilancio.
“Bisogna fare in modo – il commento del Vicepresidente - di allocare al meglio i soldi a disposizione pur prendendo atto che la nuova manovra di Bilancio dispone di risorse limitate e vincolate. Sappiamo bene che gli interventi illustrati rappresentano una boccata di ossigeno, ma non potranno determinare dei provvedimenti strutturali e espansivi che sono necessari per ‘buttare il cuore’ oltre l’ostacolo per introdurre misure volte a sostenere con maggiore slancio il nostro sistema produttivo”.
“Dobbiamo continuare – ha aggiunto Napoli - a fare buon uso di tutte le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per proiettare il Paese verso quella rivoluzione economica e produttiva in grado di renderlo competitivo nei prossimi anni. Oltre alla necessità di dover lavorare al taglio del cuneo fiscale per le imprese, bisogna rendere strutturale la detassazione degli aumenti retributivi definiti a livello di contrattazione nazionale.  Riteniamo, inoltre – ha concluso - sia opportuno rifinanziare la misura del credito d’imposta 4.0 per l’intera durata del Piano Transizione 4.0. riservando una percentuale più alta dell’agevolazione per le imprese di minore dimensione”.

“Come Confapi abbiamo espresso parere favorevole al documento approvato oggi dal Cnel sul salario minimo. Si tratta di una posizione più volte dichiarata dalla nostra Confederazione che ritiene che la contrattazione collettiva sia la strada maestra nella quale le parti sociali si assumono l’onere e la responsabilità di trovare il punto di equilibrio tra domanda e offerta anche in termini di retribuzione”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

 “I contratti che Confapi sottoscrive da ben 75 anni nei tredici settori produttivi più importanti – sottolinea - sono sopra la soglia dei nove euro l’ora e non ignoriamo il fatto che il documento del Cnel prevede indicazioni per tutelare quei settori e quei lavoratori che non sono coperti dalla contrattazione collettiva. Ribadiamo – conclude Camisa - anche la necessità di rafforzare questo strumento insieme alle politiche attive che mai come in questo momento complicato possono favorire lo sviluppo e la crescita. Diminuire radicalmente il numero dei contratti affidandoli a chi ha reale rappresentanza e quindi azzerare la contrattazione pirata metterebbe la parola fine al dumping contrattuale che troppo spesso ha penalizzato imprese e lavoratori”. 

Sono iniziati i lavori dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio degli strumenti per la crisi d’impresa presso il Ministero di Giustizia. In rappresentanza di Confapi, la dottoressa Daniela Savi, ha portato al tavolo alcune criticità che riguardano per ora la composizione negoziata con proposte operative.

Contributi e idee dalle piccole e medie imprese che nascono dal lavoro quotidiano degli imprenditori e dei loro professionisti.

Pierluigi Cordua continuerà a guidare Confapi Brescia anche nel triennio 2023-2026. Il consiglio direttivo rinnovato, riunitosi al termine dell’assemblea elettiva tenutasi il 29 settembre presso la sede della territoriale, ha confermato a Cordua la propria fiducia alla guida dell’associazione.

Amministratore delegato dell’azienda ISVE Spa, con sede Poncarale (BS), specializzata nella realizzazione di impianti per il riciclaggio di prodotti non ferrosi e per il trattamento del legno, avvia pertanto il suo secondo mandato. Cordua è attualmente membro della giunta di Confapi, a supporto del presidente nazionale Cristian Camisa. Un ruolo che giunge al culmine di una lunga e attiva vita associativa. Ha, infatti, in passato ricoperto i ruoli di consigliere di Confapi Brescia, durante i mandati di Maurizio Casasco e di Douglas Sivieri, e di Unionmeccanica Confapi Brescia. Una partecipazione iniziata come consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori territoriale. Ha, inoltre, ricoperto il medesimo ruolo in Confapi Servizi nazionale.

«Ringrazio per la rinnovata fiducia nel mio operato alla guida della nostra grande Associazione – ha commentato il presidente Cordua -. Un lavoro che, con grande senso di responsabilità ed entusiasmo, proseguirò con il sostegno vivo e partecipato dei consiglieri confermati e dei nuovi colleghi imprenditori che accolgo con grande piacere. Assieme opereremo in questo triennio di grandi sfide per il nostro tessuto produttivo. Per affrontarle al meglio, confermeremo e rinsalderemo la nostra strategia fondata su apertura e collaborazione con istituzioni, enti e altre rappresentanze del territorio”.

 

Di seguito i risultati per la votazione dei quindici membri del nuovo Consiglio Direttivo (in ordine alfabetico):

1. Massimo Berardi - Costruzioni Generali Italiane Spa (Corte Franca – BS)

2. Amedeo Bonomi - Omal Spa SB (Rodengo Saiano – BS)

3. Pierluigi Cordua - I.S.V.E Spa (Poncarale – BS)

4. Delio Dalola - Dispari Società Cooperativa Sociale Onlus (Corte Franca – BS)

5. Monica Ferraboli - Meccanica Ponte Chiese Srl (Prevalle – BS)

6. Michele Maltese - Bizonweb Srl (Brescia)

7. Marco Mariotti - Sidermariotti Srl (Pontevico – BS)

8. Giuseppe Mezzini - Doblone Srl (Brescia)

9. Anna Pasotti - Sostenibilità d'impresa (Bassano Bresciano – BS)

10. Giuseppe Raineri - A.F.G.P. - Associazione Formazione Giovanni Piamarta (Brescia)

11. Williams Salvini - O.P.S. Officine Pressofusione Scotti Srl (Monticelli Brusati – BS)

12. Paolo Uberti - Trismoka Srl (Paratico – BS)

13. Daniele Vertua - Facchini Francesco Spa (Castrezzato – BS)

14. Matteo Vinati - Vinati Srl (Nave – BS)

15. Paolo Vismara - VPM Group Srl (Alfianello – BS)

Il Presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo, torna sull’argomento della ZES Unica, che prenderà il via dal prossimo 1° gennaio, per evidenziare i rischi che si celano dietro l’allargamento a tutto il Mezzogiorno della Zona Economica Speciale. 

È positivo – commenta il Presidente De Salvo - che tutta la Basilicata rientri nella ZES, superando in tal modo la perimetrazione che aveva lasciato scontente numerose imprese e ricomprendendo soprattutto la fascia ionica metapontina che notoriamente è un’area dalle grandi potenzialità.

Attenzione però – mette in guardia De Salvo - alle differenze e criticità che la Basilicata sconta rispetto alle regioni confinanti, soprattutto in ordine a due questioni: il divario infrastrutturale e gli aiuti di Stato.

Bene ha fatto il Presidente Vito Bardi a invocare una crescita omogenea di tutta la regione, finora compromessa dalla carenza di infrastrutture della mobilità. Se è da più di 20 anni che si parla di ammodernare la strada statale 7 che collega Matera a Potenza e alle aree interne; se Matera non è collegata alla rete ferroviaria nazionale; se il metapontino anela da anni di disporre di una struttura aeroportuale; se l’area industriale di Jesce è raggiungibile attraverso una via eufemisticamente chiamata strada, come si può parlare di sviluppo?

Al gap infrastrutturale il Presidente De Salvo aggiunge la questione della Carta degli Aiuti a finalità regionale, che vede la Basilicata ricevere aiuti inferiori di 10 punti percentuali rispetto alle vicine Puglia, Campania e Calabria, creando così un divario competitivo che abbiamo più volte chiesto di colmare attraverso una deroga della Commissione Europea. Da un lato, infatti, si parla di ridurre le disparità, contrastare lo spopolamento, contribuire alla transizione verde e digitale, dall’altro si crea una disparità di trattamento tra aree industriali di territori contermini.

Sul tema vorremmo la medesima attenzione da parte della Regione, visto che da un anno e mezzo il nostro grido d’allarme è rimasto inascoltato. A questo punto auspichiamo un intervento dell’Assessore Michele Casino, attento alle esigenze del territorio, per superare il gap degli aiuti.

Un'altra criticità della ZES Unica – dichiara il Presidente di Confapi Matera – è quella dell’accentramento a Roma dello sportello unico digitale e della perdita di un riferimento sul territorio, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.

Per non parlare di cosa accadrà agli sportelli unici delle pubbliche amministrazioni, che dovranno rinunciare alle proprie competenze per i procedimenti amministrativi e che già oggi per alcune autorizzazioni in materia ambientale incontrano difficoltà. Il rischio è la lentezza nelle decisioni, altro che snellimento burocratico.

È positivo, invece – conclude De Salvo – che sia stato superato il requisito della novità per gli investimenti immobiliari, consentendo l’acquisto e la ristrutturazione di capannoni esistenti.