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Perugia, 06 dicembre 2023

AMBIENTE E SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità bussa alle porte delle PMI umbre sempre più forte. Più competitive le aziende che colgono la sfida come un’occasione di crescita e business, piuttosto che giocare in difesa solo per rispettare la normativa.

Di grande interesse gli spunti, le indicazioni, le informazioni e i suggerimenti emersi questa mattina a Perugia, all’importante incontro-seminario Informativa societaria sulla sostenibilità e sul Rating ESG”, organizzato da Confapi Perugia e Camera di Commercio dell’Umbria e tenuto presso la sede dell’Ente camerale. Ottima partecipazione delle imprese. L’Ente camerale offre gratuitamente un kit di autovalutazione.

La sostenibilità (intesa a 360 gradi: ambientale, economica, sociale) bussa con forza crescente alle porte delle PMI e a farla diventare una priorità sono da un lato la normativa europea sempre più stringente e, dall’altro, il mercato, sia perché questo tema sta diventando un fattore di competitività in settori economici sempre più numerosi, sia perché se una PMI lavora in filiera con committenti che richiedono un rating ESG (ossia la valutazione sintetica, frutto di misurazioni specifiche, del livello di sostenibilità di un’impresa), così questa PMI deve provvedere un percorso credibile e misurabile in chiave ESG, pena la sua emarginazione sul mercato. Non siamo all’anno zero, ma alle PMI vanno forniti tutti quegli strumenti, quel know-how e anche quegli incentivi - che in parte già ci sono - per accelerare la transizione, mantenendo e accrescendo la propria competitività. Per molte PMI può essere una porta stretta, ma da cui è necessario passare, realizzando un salto culturale importante ma alla portata.

Ha i contorni chiari e netti il messaggio che arriva dall’incontro-seminario “Informativa societaria sulla sostenibilità e sul Rating ESG”, organizzato da Confapi Perugia e Camera di Commercio dell’Umbria, rivolto al mondo delle imprese e dei professionisti per affrontare il tema degli ESG rating e dei cambiamenti in atto a partire dagli aspetti normativi. L’appuntamento si è svolto questa mattina a Perugia, presso la Sala Polivalente dell’Ente camerale.

L’evento, inserito all’interno del Progetto “ESG 2030” promosso dall’ associazione Diligentia ETS, sostenuto da Confapi Perugia e co-finanziato dal Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, vuole generare consapevolezza fra le imprese, anche lungo le catene di fornitura, sulla necessità e opportunità di un approccio alla Sostenibilità sociale, ambientale e di governance, aiutandole ad individuare percorsi che diano adeguata garanzia di conformità del rating ESG, riconosciuti credibili e affidabili dal sistema finanziario, dai soggetti istituzionali e altri stakeholders.

Ad evidenziare l’importanza della sostenibilità come fattore ormai consolidato di competitività il Presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni, nel suo saluto iniziale: “L’acronimo ESG - Environmental, Social, Governance – che all’inizio sembrava una formula misteriosa, ora è diventato un pilastro della competitività imprenditoriale. Se le grandi imprese ormai hanno effettuato un percorso che le ha portate al Rating ESG e alla redazione del Rapporto di Sostenibilità anche per le normative sempre stringenti dell’Unione Europea, le PMI hanno ancora oggi pochi obblighi normativi in termini di Rating e Rapporto di Sostenibilità, ma tali obblighi è previsto che diventino sempre più forti anno dopo anno. E comunque il mercato è già all’opera, costringendo le PMI a iniziare un percorso misurabile e concreto di sostenibilità, pena la perdita di competitività da parte delle aziende”.

L’importanza del tema è stata al centro del saluto del Presidente di Confapi Perugia, Mauro Orsini, che ha parlato della necessità di un’informazione e formazione penetrante, diffusa e costante per non lasciare indietro le imprese umbre. “Alcuni piccoli e medi imprenditori pensano che sia un tema ancora distante; invece bussa alla loro porta ed è ora che si aprano ad un percorso di sostenibilità e valutazione credibile”.

Cesare Saccani, presidente di Diligentia ETS, ha presentato un’articolata e approfondita relazione su “La domanda d’informazione sulla sostenibilità e gli strumenti: Rating ESG e Rapporto di Sostenibilità”.

Sulla credibilità della valutazione di sostenibilità di un’impresa si è soffermata Elena Battellino, del Dipartimento di Certificazione e Ispezioni di “Accredia”, mentre la rappresentanza della Direzione Generale Generale Economia Circolare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha incentrato l’attenzione su “La previsioni del rating ESG nei criteri ambientali minimi – CAM e appalti”, rilevando anche come siano già attivi incentivi come la riduzione dell’Iva e il credito fiscale per spingere le PMI sulla strada della sostenibilità.

Antonello Marcucci, Segretario Commissione regionale ABI Umbria, ha parlato su “Gli strumenti delle banche per valutare il Rating di Sostenibilità”, facendo emergere come le banche si siano attrezzate su questo fronte.

Il Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Federico Sisti, che ha moderato i lavori, ha messo in evidenza che “l’Ente camerale offre gratuitamente alle imprese un kit di autovalutazione, che può essere trovato facilmente all’interno del sito dell’Ente camerale, che permette di capire alle imprese di capire il loro livello di preparazione e sensibilità di queste tematiche e che offre anche suggerimenti per implementazioni successive. Un modo per fare tutti insieme questa transizione”.

Le conclusioni sono state tirate da Valeria Cardinali, Direttore di Confapi Perugia: “Incontri come questo servono a prendere consapevolezza dell’assoluta necessità di una transizione verso la sostenibilità che deve superare barriere culturali e che deve diventare un’occasione di crescita e di aumento della competitività, non una rincorsa per rispettare le normative che, anche per le Pmi dopo che lo sono state per le grandi imprese, diventeranno via via sempre più esigenti. Occorre convincersi che business e sostenibilità procederanno sempre più di pari passo”.
Link Video: https://www.youtube.com/watch?v=PKdNUl6Lv_Y

Unionchimica Confapi e Filctem-CGIL, Femca-CISL, Uiltec-UIL  hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Unionchimica Confapi scaduto a dicembre 2022 . Il contratto è applicabile ad una vasta categoria di lavoratori dipendenti dalle piccole e medie industrie operanti nei settori della chimica, concia e settori accorpati, plastica e gomma, abrasivi, ceramica e vetro.

L’accordo decorre dal 1° gennaio 2023 sino al 31 dicembre 2025 e prevede aumenti contrattuali distinti a secondo del settore produttivo di appartenenza, oltre a un importo una tantum di 101 euro lordi da corrispondersi con la retribuzione di novembre 2023, a tutti i lavoratori e lavoratrici in forza alla data del 1° novembre 2023.

Nella parte normativa, il nuovo CCNL introduce l’obbligo di inserire nei contratti di appalto clausole che vincolino le imprese appaltatrici all'osservanza degli obblighi derivanti anche dai contratti collettivi sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative. Prevede altresì un forte impulso alle azioni in materia di violenza di genere al fine di prevenire e gestire con maggiore consapevolezza tali problemi nei luoghi di lavoro.

Viene anche introdotto il principio della Banca delle Ore solidale, ex D.Lgs. 151/2015, adottando nel CCNL stesso apposite linee guida quale strumento di indirizzo per le singole regolamentazioni che potranno essere stipulate in sede aziendale.

“Sottoscriviamo questo CCNL con grande soddisfazione dopo una trattativa intensa e lunga che ci ha visto impegnati con forza nella tutela degli interessi dei nostri imprenditori e di tutto il comparto che Unionchimica Confapi rappresenta – ha dichiarato il Presidente Unionchimica, Delio Dalola - Abbiamo ottenuto un contratto che garantisce l’equilibrio economico delle nostre aziende e che resta competitivo rispetto agli altri CCNL di settore”. 

Il Presidente, Cristian Camisa, ha preso parte come relatore alla Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che si è svolta a Roma.

L’evento, aperto dal Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e intitolato “Quali strategie per continuare a crescere nel mondo in uno scenario in profondo mutamento”, ha rappresentato un momento di confronto e dibattito tra i protagonisti del panorama economico italiano sulle sfide e prospettive della diplomazia della crescita come strumento per sostenere e favorire la proiezione economica dell’Italia nel mondo. Camisa, accompagnato dal vicepresidente Corrado Alberto, è intervenuto nel panel “Come espandere il numero delle PMI esportatrici: la parola alle associazioni sul sostegno alle micro e piccole imprese”. Alla Conferenza hanno partecipato rappresentanti istituzionali di alto livello, dei più importanti partner del sostegno all’internazionalizzazione, un selezionato numero di imprese e rappresentanti di fondi d’investimento nonché associazioni di categoria rappresentative dei più importanti settori produttivi nazionali.

“Appuntamenti come quello di oggi - ha detto il Presidente di Confapi – sono fondamentali per chiamare tutti gli attori in campo, pubblici e privati che siano, per confrontarsi e per definire una strategia di sistema che permetta di creare e cogliere tutte le opportunità dei mercati esteri. Mai come in questo momento, anche nel campo delle politiche industriali nazionali ed estere, c’è bisogno di procedere uniti e nella stessa direzione. Ci troviamo ancora ad affrontare, come si sa, tante sfide, compresa quella di due guerre in atto e della scomposizione e ricomposizione degli equilibri geopolitici internazionali. E ancora: i costi dell’energia, delle materie prime e del loro approvvigionamento, le difficoltà della logistica che stanno affaticando il sistema che Confapi rappresenta. Nonostante questo quadro così complesso e mutevole, i recenti dati rilevano che nell’ultimo decennio l’export ha sostenuto in misura significativa lo sviluppo della nostra economia. Basti pensare che nel periodo 2010-2022, il contributo delle esportazioni di beni e servizi alla crescita del PIL, in termini reali, è stato pari a 9,9 punti percentuali”.

Diverse le proposte presentate nel suo intervento da Camisa: Investire in formazione per favorire il superamento delle barriere culturali che ancora frenano la digitalizzazione; ridurre le barriere economiche che rallentano la transizione green; favorire il miglioramento delle competenze in business management e data management adeguati ai mercati target; investire in formazione ad hoc delle risorse umane in quanto le nostre imprese lamentano difficoltà nel reperire manodopera qualificata anche attraverso specifiche azioni di reclutamento e formazione di personale extra europeo nei paesi di origine. Camisa ha concluso con un appello:”In un periodo così complesso come quello che stiamo vivendo, reputo sia fondamentale che si faccia sistema a tutti i livelli, solo grazie ad un lavoro di squadra potremo raggiungere gli obiettivi quest’oggi condivisi”.

Si è inaugurata oggi la prima delle due giornate dedicate alla realizzazione di un incoming di operatori stranieri, organizzato da ICE Agenzia e CONFAPI nell'ambito della collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, con l’obiettivo di fornire alle imprese italiane operanti nel settore arredo/contract l’opportunità di far conoscere la propria produzione all’estero. L’evento vede la partecipazione di 12 delegati provenienti da Albania, Arabia Saudita, Ghana, India, Messico, Nigeria, Peru e Romania, selezionati dagli Uffici ICE della rete estera tra importatori, architetti e interior designer, e 25 aziende italiane attive nel settore dell’arredamento – specializzate nella produzione di mobili moderni e di lusso, per uffici, cucine e outdoor – selezionate da Confapi. 

 

La giornata odierna si è aperta presso l’Hotel Charlie Urban con gli interventi da parte del Sindaco Comune di Pesaro, Matteo Ricci, del Presidente della Camera di Commercio della Regione Marche, Gino Sabatini, dell’Assessore allo sviluppo economico della Regione Marche, Andrea Maria Antonini, del Presidente di Confapi Pesaro Urbino, Dante Damiani, e del presidente di Unital CONFAPI, Riccardo Montesi. Vi saranno inoltre due Country Presentation, dedicate alle aziende italiane, per i mercati dell’Arabia Saudita e dell’India, con il fine di approfondire le informazioni sui paesi e sul settore arredamento. A seguire, è prevista la visita della delegazione estera presso due aziende del territorio, dove verranno illustrati i processi di produzione di manufatti di altissima qualità, in cui si coniugano sapienza artigianale e innovazione. Nella giornata di domani, 5 dicembre, è prevista la sessione degli incontri B2B tra i delegati stranieri e le imprese italiane, che si svolgeranno sulla base di un'agenda costruita ad hoc a seguito delle preferenze espresse dai delegati e dalle aziende partecipanti.

Il 6 dicembre seguiranno ulteriori due visite della delegazione estera presso realtà aziendali del settore arredo/contract. L’iniziativa, con le sue tre giornate di incontri e visite, rappresenta per le aziende italiane un’opportunità per acquisire nuovi contatti in vista di future collaborazioni, al fine di stipulare accordi di vendita e/o distribuzione.

È online il nuovo numero di Confapinews, il mensile d’informazione della Confederazione Piccola e Media Industria Privata. In primo piano questo mese: Camisa dal ministro Fitto al tavolo di confronto sul PNRR, Confapi all’incontro con il Premier Meloni sulla legge di Bilancio, la vittoria di Confapi e della filiera con lo stop alla Direttiva imballaggi Ue e tutti gli interventi ai vari tavoli istituzionali. Come sempre, presenti anche approfondimenti sulle ultime novità dall’Italia e dall’Europa, oltre agli aggiornamenti dalle nostre territoriali e dal sistema Confapi.

Per scaricare il nuovo numero di Confapinews clicca qui.

Al via il progetto formativo "ESG, sostenibilità e innovazione". Un percorso di formazione itinerante a livello nazionale fortemente voluto da Confapi e rivolto alle nostre territoriali per acquisire nuove chiavi di lettura, conoscenze, competenze e consapevolezze in ottica ESG. Progettato da Cottino Social Impact Campus e Istud Business School per Confapi, il percorso punta ad attivare un confronto proattivo fra colleghi, generare collaborazioni virtuose fra territori, lavorando in gruppo verso un'unica destinazione: la sostenibilità.

Un investimento importante e lungimirante della Confederazione sulla centralità del capitale umano e sulla rilevanza della sostenibilità per la crescita delle piccole e medie industrie, affinché le territoriali Confapi, attraverso modelli di governance rinnovati, siano di supporto alle imprese associate nel percorso di sviluppo sostenibile. Nord, Centro e Sud del territorio nazionale sono le tappe del progetto formativo partito oggi da Torino per immergersi da subito nell'era della purpose driven economy. Un appuntamento iniziato all’insegna del percorso di consolidamento della rete associativa, su cui Confapi fonda le sue radici, con una delegazione della Confederazione nazionale e dei territori ospite presso la sede di Api Torino. La prima tappa del percorso formativo si è focalizzata su una analisi del contesto globale in modo da agevolare la costruzione di un percorso aziendale sostenibile, grazie alla docenza di Marella Caramazza, Board Member Campus e Direttore Generale Istud e il keynote speech di Mario Calderini, Scientific Advisor del Campus e massimo esperto di impact innovation for purpose.

Prossima tappa a Roma, gennaio 2024, presso la sede nazionale di Confapi, per connettere la visione strategica ESG, acquisita nel primo appuntamento, a nuovi modelli operativi e al ruolo chiave degli stakeholder.

Per la prima volta Confapi è entrata a far parte nell’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria delle organizzazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative (non di settore). A rappresentare Confapi, come membro effettivo, sarà Gabriele Muzio, mentre il membro supplente sarà Daniele Bianchi.

L'Albo nazionale gestori ambientali è stato istituito dal D.Lgs 152/06 e succede all'Albo nazionale gestori rifiuti disciplinato dal D.Lgs 22/97. È costituito presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è articolato in un Comitato Nazionale, con sede presso il medesimo Ministero, e in Sezioni regionali e provinciali, con sede presso le Camere di commercio dei capoluoghi di regione e delle province autonome di Trento e Bolzano. Il Comitato Nazionale e le Sezioni regionali e provinciali sono interconnessi dalla rete telematica delle Camere di commercio. 

L'Albo, che annovera un consistente numero di imprese impegnate in importanti attività di gestione dei rifiuti, riveste un ruolo centrale nel complesso sistema che regola la gestione dei rifiuti. Si configura come strumento di qualificazione delle imprese del settore, punto di riferimento e garanzia per tutti i soggetti coinvolti nel complesso sistema della gestione dei rifiuti: le imprese che li producono e che li devono affidare a soggetti qualificati, le amministrazioni pubbliche, gli organi di controllo e i cittadini.

 

 

“È necessario ricalibrare il CBAM, il Carbon Border Adjustment Mechanism, per proteggere il più possibile le industrie italiane ed europee che si occupano di acciaio e generazione elettronica”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

Questo meccanismo nato con l’obiettivo di individuare i prodotti ad alta intensità di emissioni di carbonio in ingresso nell’area UE e pensato per correggere i vantaggi sfruttati da quei produttori che sceglievano di spostare le proprie attività in aree extra UE, con leggi meno rigorose in termini di controllo e misurazione delle emissioni.

“Si tratta di una misura – spiega Camisa - che presenta alcune criticità. In primo luogo, la mole di informazioni da raccogliere per la quantificazione delle emissioni è significativa. Per ogni merce importata, le nostre imprese devono fornire dati sul sito in cui la merce è stata prodotta, il tipo di processo produttivo impiegato, le fonti emissive e le emissioni dirette e indirette di ciascun processo produttivo. La quasi totalità di questi dati deve essere fornita dai produttori delle merci importate dislocati nei Paesi terzi di importazione che si rivelano spesso poco edotti sul meccanismo e poco inclini a collaborare. Le imprese europee importatrici sono così esposte a costi di transazione e a potenziali rischi di sanzioni. In secondo luogo, la Commissione sembra non aver considerato il fatto che, se si aumenta il protezionismo ambientale sulle materie prime, lasciando però liberi i prodotti finiti extra Ue di entrare nel mercato comunitario, si produce un danno al settore della trasformazione e si accelera il processo di de-industrializzazione in corso”. 

“Come Confapi – conclude Camisa - riteniamo necessario lavorare immediatamente con le istituzioni per evitare che il CBAM abbia ricadute molto negative sui trasformatori: il rischio vero che i Paesi esportatori decidano di fare all’interno più processi per bypassare la tassa creando danni in particolare alle nostre piccole e medie industrie”.

Il Presidente Cristian Camisa ha partecipato oggi a Palazzo Chigi al tavolo di confronto sul Pnrr tra le associazioni di categoria e il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto. Camisa ha espresso apprezzamento per l’azione del Governo che ha permesso la rimodulazione del Pnrr. “La piccola e media industria – ha detto – considera la transizione gemella come un orizzonte imprescindibile che necessita però di essere sostenuta da investimenti e supporti ad hoc per le Pmi. Confapi parteciperà con proprie proposte ai prossimi tavoli annunciati dal Ministro Fitto per definire il decreto e gli asset che governeranno i fondi del Pnrr”.

"Molto bene le risorse del Repower Eu - ha aggiunto - che finalmente coinvolgono il nostro mondo. In particolare le risorse per la transizione 5.0 saranno fondamentali. Auspichiamo il modello del credito di imposta che consideriamo semplice, intuitivo e già ampiamente conosciuto dai nostri imprenditori. Sono fiducioso che tutti assieme - ha concluso Camisa - riusciremo a creare grandi opportunità per le nostre imprese".