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Il Vicepresidente di Confapi, Francesco Napoli, ha preso parte alla riunione sul tema pensioni svoltasi al ministero del Lavoro a cui ha partecipato anche il ministro Marina Elvira Calderone. “Su scala nazionale – ha detto Napoli nel corso del suo intervento - stiamo assistendo a una costante decrescita della quota di popolazione in età lavorativa e a un conseguente incremento della quota di lavoratori prossimi all’età pensionabile sul totale della forza lavoro. Le potenziali criticità derivanti da questo trend sono evidenti in termini di sostenibilità della spesa previdenziale”.

Per Confapi sono necessari interventi strutturali anche in relazione al riordino dei diversi interventi tampone operati in materia pensionistica e delle opportunità di un ritiro anticipato dal lavoro. Una strada da seguire per gravare meno sul sistema pensionistico è rappresentata dallo strumento della staffetta previdenziale. Un processo che garantirebbe una transizione fluida e un passaggio del testimone tra le generazioni, consentendo a queste ultime di assumere ruoli di leadership e di influenzare il futuro della società in modo positivo.

“Questa soluzione – ha aggiunto Napoli - sarebbe positiva sia per le aziende, che fanno retencion alle maestranze aziendali in questo momento di carenza di personale qualificato, sia per la finanza pubblica, perché non gravano oneri a carico del sistema previdenziale perché si evita di pagare le pensioni”.

Il Vicepresidente di Confapi, Francesco Napoli, ha preso parte alla riunione svoltasi al Ministero del Lavoro alla presenza del ministro Marina Elvira Calderone sul tema della sicurezza sul lavoro. “Il nostro sistema di tutela della sicurezza e della legalità del lavoro – ha detto Napoli nel suo intervento - soffre di un alto tasso di regolazione normativa e di un basso livello di effettività della prevenzione e della repressione, traducendosi spesso in una iperburocratizzazione delle procedure. Crediamo opportuno rendere conveniente per l’imprenditore ammodernare i macchinari e gli strumenti di lavoro acquisendone di nuovi, non solo più efficienti in termini di produttività, ma anche a livello di sicurezza. Sarebbe anche necessario ipotizzare percorsi di formazione non generici e burocratici, ma tarati sulle mansioni specifiche”.

“Come Confapi – ha sottolineato il vicepresidente - condividiamo le idee del Governo di rafforzare le misure di sicurezza dei giovani che svolgono apprendistato cosa che favorirebbe anche un matching migliore tra domanda e offerta. Sarebbe auspicabile poi che parallelamente alla prevenzione si sviluppasse la cultura della sicurezza che dovrebbe partire dalle scuole e quindi diventare una vera e propria materia scolastica”.

Tra le altre proposte portate da Confapi al tavolo ministeriale l’introduzione di uno strumento ispettivo collaborativo teso alla prevenzione rispetto a quello attualmente previsto che è eminentemente sanzionatorio; la detassazione delle spese per la sicurezza nei luoghi di lavoro, la semplificazione del Documento di valutazione dei rischi.

 

 

Nella giornata di ieri nella sede di Api Lecco Sondrio è stata allestita la mostra interattiva dal titolo: “Wellbeing at work – Salute nei luoghi di lavoro”, realizzata da Spazio Giovani Impresa Sociale con la collaborazione di Ats Brianza e con il contributo di Regione Lombardia.

Questo progetto offre strumenti specifici per contrastare lo sviluppo di comportamenti a rischio o patologici, valorizzando le competenze di vita di ogni lavoratore e rafforzandone i valori protettivi. L’intervento sul singolo lavoratore ha ricadute immediate sulla comunità professionale di appartenenza, ma anche sulle famiglie e sul territorio.

La mostra allestita in Api, trasferibile in qualsiasi altro luogo di lavoro, è stata suddivisa in due parti. Una di carattere più tradizionale con materiale informativo sul contrasto alle dipendenze come, ad esempio, quelle da social o da alcool con anche la prova di guida in stato di ebrezza; e la seconda parte, invece, interattiva con una “escape room” allestita all’interno di una sala riunioni in cui i dipendenti si sono cimentati con un gioco di logica che aveva come scopo quello di mettere fuori uso una slot machine.

“La capillarità e l’offerta dei beni di consumo possono portare molto più spesso di quanto si pensi a degenerare in dipendenze come l’abuso di alcool o droghe fino al gioco d’azzardo passando anche dall’abuso di utilizzo dei social – spiega Patrizia Benenati di Ats Brianza -. Sensibilizzare i lavoratori e i cittadini su queste tematiche è fondamentale per favorire una maggiore consapevolezza e prevenire i fattori di rischio comportamentale. Ringraziamo Api per la disponibilità nell’aver allestito degli stand sul contrasto alle dipendenze da smartphone, alcool e gioco d’azzardo patologico”.

“Come Api da sempre cerchiamo di offrire alle nostre aziende qualsiasi tipo di supporto per gli imprenditori e i loro lavoratori – afferma Marco Piazza direttore di Api Lecco Sondrio -. Da anni collaboriamo con Ats per promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro e ci è sembrata subito un’ottima idea il progetto di sensibilizzazione alle dipendenze di varia natura che purtroppo si diffondono sottotraccia. Ricordiamo che questa mostra può essere allestita in qualsiasi sede aziendale e quindi invito le nostre associate a contattare l’associazione e farsi promotrici di un messaggio importante per la salute”.

 

Nella giornata di ieri nella sede di Api Lecco Sondrio è stata allestita la mostra interattiva dal titolo: “Wellbeing at work – Salute nei luoghi di lavoro”, realizzata da Spazio Giovani Impresa Sociale con la collaborazione di Ats Brianza e con il contributo di Regione Lombardia.

Questo progetto offre strumenti specifici per contrastare lo sviluppo di comportamenti a rischio o patologici, valorizzando le competenze di vita di ogni lavoratore e rafforzandone i valori protettivi. L’intervento sul singolo lavoratore ha ricadute immediate sulla comunità professionale di appartenenza, ma anche sulle famiglie e sul territorio.

La mostra allestita in Api, trasferibile in qualsiasi altro luogo di lavoro, è stata suddivisa in due parti. Una di carattere più tradizionale con materiale informativo sul contrasto alle dipendenze come, ad esempio, quelle da social o da alcool con anche la prova di guida in stato di ebrezza; e la seconda parte, invece, interattiva con una “escape room” allestita all’interno di una sala riunioni in cui i dipendenti si sono cimentati con un gioco di logica che aveva come scopo quello di mettere fuori uso una slot machine.

“La capillarità e l’offerta dei beni di consumo possono portare molto più spesso di quanto si pensi a degenerare in dipendenze come l’abuso di alcool o droghe fino al gioco d’azzardo passando anche dall’abuso di utilizzo dei social – spiega Patrizia Benenati di Ats Brianza -. Sensibilizzare i lavoratori e i cittadini su queste tematiche è fondamentale per favorire una maggiore consapevolezza e prevenire i fattori di rischio comportamentale. Ringraziamo Api per la disponibilità nell’aver allestito degli stand sul contrasto alle dipendenze da smartphone, alcool e gioco d’azzardo patologico”.

“Come Api da sempre cerchiamo di offrire alle nostre aziende qualsiasi tipo di supporto per gli imprenditori e i loro lavoratori – afferma Marco Piazza direttore di Api Lecco Sondrio -. Da anni collaboriamo con Ats per promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro e ci è sembrata subito un’ottima idea il progetto di sensibilizzazione alle dipendenze di varia natura che purtroppo si diffondono sottotraccia. Ricordiamo che questa mostra può essere allestita in qualsiasi sede aziendale e quindi invito le nostre associate a contattare l’associazione e farsi promotrici di un messaggio importante per la salute”.

Il monito del Presidente dell’Associazione delle piccole e medie imprese: «Gli imprenditori di Confapi Padova sono pronti a offrire opportunità di lavoro e a promuovere l’inclusione sociale attraverso l’occupazione».

Confapi Padova, l’Associazione delle piccole e medie imprese, esprime il proprio sostegno alla proposta anticipata nei giorni scorsi dalla Regione Veneto riguardante le azioni per governare la situazione d’emergenza migranti, ipotizzando azioni per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati nella regione, nel segno della sostenibilità e sicurezza. Carlo Valerio, Presidente di Confapi Padova, sottolinea l’importanza del modello di accoglienza diffusa come soluzione pragmatica e percorribile, in grado di garantire non una soluzione estemporanea, ma una pianificazione attenta e in prossimità con il mondo dell’industria, il quale fra l’altro necessita costantemente di nuovi lavoratori.

«Sposiamo quanto proposto dal Presidente Zaia, non certo “folgorato sulla via di Damasco”, ma obbligato come soggetto attuatore delle disposizioni di Protezione Civile ad intraprendere azioni indifferibili in risposta all’emergenza dichiarata dallo Stato. Secondo un modello che può portare il Veneto a essere un paradigma», afferma Valerio.

«L’accoglienza diffusa si basa sull’idea di coinvolgere le comunità locali nel processo di integrazione degli immigrati, favorendo una migliore interazione tra le diverse culture presenti sul territorio. Questo modello promuove la conoscenza reciproca e il superamento delle barriere culturali, oltre a favorire l’inclusione sociale ed economica degli immigrati». Inoltre, il Presidente Carlo Valerio sottolinea «l’importanza di affrontare il tema dell'immigrazione non solo dal punto di vista numerico, ma considerando la questione della selezione e delle competenze».

Valerio evidenzia che è fondamentale affrontare la questione in due grandi capitoli. Da un lato, si deve gestire adeguatamente le persone già presenti nel nostro territorio, offrendo loro un reale e efficace percorso di integrazione, soprattutto a livello lavorativo. Dall’altro lato, è necessario guardare ai fabbisogni per l’immediato futuro, considerando i flussi da indirizzare nel nostro territorio.

«L’accoglienza non deve essere intesa come un semplice invito alla migrazione, ma come una strategia mirata a garantire un futuro migliore per il nostro territorio e per coloro che vi si insediano. Questo implica un concreto e sostenibile matching di opportunità, in cui le competenze e le esigenze del territorio vengono messe in relazione con quelle dei migranti, consapevoli di quanto il tema del lavoro sia strettamente connesso alla dignità delle persone e come la dignità sia un elemento di integrazione da garantire».

Carlo Valerio ha sottolineato l’importanza fondamentale del lavoro come strada maestra per il processo di integrazione. Le imprese hanno bisogno di nuove figure professionali per sostenere lo sviluppo economico e industriale della regione, e gli immigrati possono rappresentare una risorsa preziosa in questo senso. «Gli imprenditori di Confapi Padova sono pronti a fare la propria parte, offrendo opportunità di lavoro e promuovendo l’inclusione sociale attraverso l’occupazione. Ma serve mettere mano alla normativa, oggi piuttosto ingessata: se vogliamo inserire dei migranti nel tessuto economico bisogna fornire incentivi economici e supporto alle aziende, ma penso che il Veneto sia pronto per questo passo» ha concluso il Presidente Valerio.

Confapi Padova invita tutte le istituzioni, le organizzazioni e la società civile a sostenere attivamente il modello di accoglienza diffusa, creando un ambiente favorevole all’integrazione degli immigrati in Veneto promuovendo un clima di accoglienza e apertura, lavorando per costruire una società inclusiva. Fornendo nel contempo supporto al mondo del lavoro, tramite percorsi di formazione per i migranti che potrebbero essere sviluppati anche aziendalmente, favorendo maggiore sicurezza nel territorio.

 

Entra nel vivo il 75esimo anniversario di fondazione di Confapi Lecco Sondrio. E’ un anno importante che l’associazione delle piccole e medie imprese ha deciso di celebrare con un progetto che ha coinvolto, fin dallo scorso autunno, le scuole del nostro territorio.

“La piccola impresa che vorrei” è il concorso di idee dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado, CPS e CPIA in cui ogni classe partecipante, o gruppo di studenti, deve presentare un progetto di impresa che vorrebbe realizzare e la sua fattibilità. Sono 22 le classi partecipanti, per quasi un totale di 450 studenti, affiancate ognuna da un’imprenditrice o imprenditore associate a Confapi Lecco Sondrio.

La prima fase del concorso si è tenuta a novembre e dicembre 2023 in cui gli imprenditori si sono presentati alle loro classi, raccontato la loro storia professionale e stimolando gli studenti sull’idea che vorrebbero realizzare. Ora è in corso, invece, la seconda fase in cui le classi visitano le aziende.

Entro il 31 gennaio 2024 le classi partecipanti devono comunicare a Confapi Lecco Sondrio il titolo del loro progetto, entro il 31 marzo 2024, invece, la consegna del materiale (video o presentazione).

A inizio aprile la giuria visionerà tutti i progetti presentati e decreterà i vincitori del concorso che verranno annunciati il 18 aprile 2024 all’evento finale de “La piccola impresa che vorrei” che si terrà al Cenacolo Francescano di Lecco.
Ospite della giornata Alex Bellini, esploratore e motivatore, che parlerà ai ragazzi della sua idea di impresa.

“E’ un progetto in cui abbiamo creduto tantissimo fin dal principio e a cui stiamo lavorando dalla scorsa estate – commenta Marco Piazza direttore di Confapi Lecco Sondrio -, è la prima edizione e non ci aspettavamo già una partecipazione così numerosa. La nostra associazione fa parte di un territorio e interagisce ogni giorno con tutti i soggetti che ne fanno parte, per il nostro 75esimo compleanno abbiamo voluto organizzare un’iniziativa utile e che metta in relazione il nostro mondo con quello della scuola. Soprattutto dialogare con i ragazzi e capire il loro mondo, i loro sogni e le loro idee di futuro. Siamo molto curiosi di vedere i progetti”.

 

Queste le classi che hanno aderito a “La piccola impresa che vorrei”:
Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco (3 e 4 AMF), CPIA Fabrizio De Andrè (Lecco, Oggiono, Cernusco Lombardone), IIS Greppi Monticello Brianza (4LES), IIS Bertacchi Lecco (3A LSU, 3B LSU, 3C LSU), Fondazione Mons. Giulio Parmigiani – Aldo Moro Valmadrera (3 e 4 Sala Bar, 3 e 4 Opa), Collegio Volta Lecco (2A e 2B secondaria di primo grado), I.S. Parini Lecco (3A e 3B), IIS Badoni Lecco (3A e 3C), ICA Stoppani Lecco (3B secondaria di primo grado), IC La Valletta Brianza (2A, 3A, 3B secondarie di primo grado).

 

Questi, invece, gli imprenditori coinvolti: Luigi Pescosolido (Rapitech), Alessandro Leidi (Vincit), Lucia Gianola (Trafilerie Malavedo), Guido Baggioli (Mab), Angelo Ferrario (Viti), Andrea Ottolina (Molino Anselmo Colombo), Paolo Bertoni (Trimat), Angelo Cortesi (Co.El), Giordano Bonomi e Riccardo Losa (Aludesign), Donatella Arlati (Gicar), Paolo Frizzi (Libraesva), Claudio Pigazzini (Sepam), Laura Silipigni (Tag), Raffaella Brioni (Domestik), Dino Gariboldi (Torneria Automatica Alfredo Colombo), Romana Appiani (Omf), Mauro Invernizzi e Anna Fumagalli (Imsa), Andrea Beri (Ita), Andrea Magni (VML), Andrea Ruggero (OneAM), Marco Magni (Monteco), Matteo Ratti (Stf).

“La Confapi rappresenta 116 mila piccole e medie industrie che negli ultimi anni si sono trovate ad affrontare sfide senza precedenti” – commenta Mario Di Giorgio, Presidente API Novara VCO e Vercelli.  “Lo scenario è ancora molto incerto a causa dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente” – prosegue Di Giorgio.  

“La carenza di manodopera resta uno dei maggiori problemi per le nostre imprese, condivido la provocazione lanciata dal nostro Presidente CONFAPI Dr. Cristian Camisa: servizio civile in azienda per i ragazzi che non proseguono il percorso di studi e non cercano lavoro” – conclude Di Giorgio. 

Il Presidente CONFAPI Cristian Camisa racconta lo scenario attuale.

«Nel 2023 abbiamo avuto un primo semestre positivo e poi c’è stato un rallentamento. Ci attendiamo un primo quadrimestre del 2024 ancora incerto e debole. Auspichiamo che con il nuovo annuo si attenui la stretta della politica monetaria per permettere alle aziende di tornare a investire e crescere».

 «La priorità rimane la carenza di manodopera. Crediamo che questa problematica dovrebbe essere al centro dell’azione di governo perché sta diventando una vera e propria emergenza. Ogni 100 offerte di lavoro ne riusciamo a coprire solo 48. Credo si debba agire su due binari: fare in modo che le aziende abbiano la possibilità di formare i giovani e spingere sul digitale. La formazione è l’aspetto fondamentale, su questo vorrei lanciare una provocazione…».

«Si potrebbe pensare a una sorta di servizio civile di tre o sei mesi per i ragazzi che non proseguono il percorso di studi e non cercano lavoro, i cosiddetti Neet, pagato in parte dallo Stato e in parte dalle aziende stesse. Questo ci consentirebbe di ridurre la disoccupazione giovanile e darebbe alle aziende la possibilità di formare nuova manodopera qualificata. I giovani oggi vedono la piccola e media industria come un settore molto attrattivo. Per non sprecare questa opportunità dobbiamo saper innovare».

«Per quanto riguarda il Pnrr, le modifiche che il governo ha ottenuto, soprattutto l’integrazione del piano Transizione 5.0 all’interno del capitolo sul Repower Eu, vanno nella direzione che avevamo auspicato. Il Piano di ripresa e resilienza, così come era stato concepito all’origine, non era fatto per la piccola e media impresa. Ci auguriamo che venga potenziato lo strumento del credito di imposta, un modello semplice e intuitivo, già conosciuto dai nostri imprenditori».

«In tema di Superbonus, una proroga di due o tre mesi è necessaria. L’urgenza è evitare il fallimento delle aziende e il proliferare di contenziosi. Delle 14 mila imprese edili associate a Confapi il 30% sono in gravi difficoltà per lo stop del Superbonus, parliamo di circa 4.000 imprese».

«A inizio dicembre si è riunito il tavolo sull’automotive istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy d’intesa con Stellantis; chiediamo garanzie per l’indotto. Sono necessari progetti chiari e concreti che impediscano quello che di fatto sta già avvenendo: le imprese dell’indotto da un giorno all’altro si vedono ridurre o cancellare commesse da cui dipende la loro stessa sopravvivenza. Parliamo di imprese che finora hanno fornito componentistica a tutta Europa e in questi anni hanno saputo andare avanti nonostante gli shock, salvando il sistema Paese dalla crisi».

 «Un’altra partita complessa è quella dell’ex Ilva. Mittal ha dimostrato che non ha alcuna intenzione di investire, come Paese non possiamo permetterci di perdere il polo dell’acciaio, questo comparto è un elemento di competitività importante per il Paese. Per il futuro di Acciaierie d’Italia sarebbe auspicabile che Invitalia passasse in maggioranza in modo da poter avviare un piano industriale serio. Ritengo che sarebbe utile anche aprire a partner extra Ue che possano essere interessati a investire in Italia».

«Concludo ricordando che come CONFAPI siamo rientrati a pieno titolo nel Cese e nel Cnel proprio con l’obiettivo di portare la voce delle nostre imprenditrici e imprenditori presso questi due importanti organismi in Italia e in Europa. Risultati importanti che aprono scenari rilevanti su più fronti. Inoltre Confapi è entrata per la prima volta nella Cabina di regia ristretta per l’internazionalizzazione. L’80% delle imprese associate sono già presenti – in diverse modalità – sui mercati esteri. Stiamo sviluppando sempre più il sostegno offerto alle nostre industrie già all’estero e stiamo aiutando in modo più continuo quelle che devono ancora avviare un percorso di crescita internazionale».

Pierluigi Cordua continuerà a guidare Confapi Brescia anche nel triennio 2023-2026. Il consiglio direttivo rinnovato, riunitosi al termine dell’assemblea elettiva tenutasi il 29 settembre presso la sede della territoriale, ha confermato a Cordua la propria fiducia alla guida dell’associazione.

Amministratore delegato dell’azienda ISVE Spa, con sede Poncarale (BS), specializzata nella realizzazione di impianti per il riciclaggio di prodotti non ferrosi e per il trattamento del legno, avvia pertanto il suo secondo mandato. Cordua è attualmente membro della giunta di Confapi, a supporto del presidente nazionale Cristian Camisa. Un ruolo che giunge al culmine di una lunga e attiva vita associativa. Ha, infatti, in passato ricoperto i ruoli di consigliere di Confapi Brescia, durante i mandati di Maurizio Casasco e di Douglas Sivieri, e di Unionmeccanica Confapi Brescia. Una partecipazione iniziata come consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori territoriale. Ha, inoltre, ricoperto il medesimo ruolo in Confapi Servizi nazionale.

«Ringrazio per la rinnovata fiducia nel mio operato alla guida della nostra grande Associazione – ha commentato il presidente Cordua -. Un lavoro che, con grande senso di responsabilità ed entusiasmo, proseguirò con il sostegno vivo e partecipato dei consiglieri confermati e dei nuovi colleghi imprenditori che accolgo con grande piacere. Assieme opereremo in questo triennio di grandi sfide per il nostro tessuto produttivo. Per affrontarle al meglio, confermeremo e rinsalderemo la nostra strategia fondata su apertura e collaborazione con istituzioni, enti e altre rappresentanze del territorio”.

 

Di seguito i risultati per la votazione dei quindici membri del nuovo Consiglio Direttivo (in ordine alfabetico):

1. Massimo Berardi - Costruzioni Generali Italiane Spa (Corte Franca – BS)

2. Amedeo Bonomi - Omal Spa SB (Rodengo Saiano – BS)

3. Pierluigi Cordua - I.S.V.E Spa (Poncarale – BS)

4. Delio Dalola - Dispari Società Cooperativa Sociale Onlus (Corte Franca – BS)

5. Monica Ferraboli - Meccanica Ponte Chiese Srl (Prevalle – BS)

6. Michele Maltese - Bizonweb Srl (Brescia)

7. Marco Mariotti - Sidermariotti Srl (Pontevico – BS)

8. Giuseppe Mezzini - Doblone Srl (Brescia)

9. Anna Pasotti - Sostenibilità d'impresa (Bassano Bresciano – BS)

10. Giuseppe Raineri - A.F.G.P. - Associazione Formazione Giovanni Piamarta (Brescia)

11. Williams Salvini - O.P.S. Officine Pressofusione Scotti Srl (Monticelli Brusati – BS)

12. Paolo Uberti - Trismoka Srl (Paratico – BS)

13. Daniele Vertua - Facchini Francesco Spa (Castrezzato – BS)

14. Matteo Vinati - Vinati Srl (Nave – BS)

15. Paolo Vismara - VPM Group Srl (Alfianello – BS)

Da qui a 5 anni, Cosenza potrebbe avere il suo mega Palacongressi, grazie al quale si stima un indotto di oltre 200 milioni di euro con circa 1 milione di utenti. È l’idea di Confapi Calabria per rilanciare l’area dello scalo di Vaglio Lise dove si era fatta l’ipotesi di edificare un nuovo Hub sanitario. 

“Gli investimenti per la competitività – afferma Francesco Napoli, Vicepresidente Confapi e Presidente di Confapi Calabria – non possono attendere. Il nostro obiettivo, come Confederazione della piccola e media industria privata, è quello di creare una realtà virtuosa e di promuovere un nuovo modo di pensare e governare lo sviluppo del territorio”. “Per quanto ci riguarda, la collocazione migliore dell’ospedale è Arcavacata – aggiunge -, una scelta che va in direzione della svolta sanitaria con la nascita del Policlinico universitario. In quell’area vediamo, invece, un Palacongressi. Abbiamo già affidato a un professionista il progetto del centro fieristico. nella prossima settimana avremo la bozza”.
Il Presidente Napoli non ha dubbi: “A quaranta minuti c’è l’aeroporto di Lamezia, a 3 km lo svincolo dell’A2. E, poi, il turismo congressuale, per sua definizione, dà origine a un vero e proprio business, a un consistente giro d’affari che coinvolge più filiere produttive di un determinato territorio. È senza dubbio un modo nuovo di vedere e vivere il turismo che attiene alle forme più moderne del lavoro contemporaneo. La meeting industry, dopo lo stop causato dalla pandemia - spiega - , ha ripreso la sua corsa e nel 2023 ha recuperato il gap rispetto al 2019 superando il numero di eventi del periodo prepandemico. Ma i dati parlano chiaro: la maggior parte dei congressi e degli eventi si svolge al Centro Nord che può contare su strutture, location e infrastrutture in grado di ospitare attività congressuali”. Infine Napoli proprio sull’opportunità della città unica Cosenza Rende, sottolinea: “Nell’ambito di un progetto di fusione così importante, si inserisce la realizzazione, nell’area urbana di Vaglio lise, che ha una superficie utilizzabile di oltre 20000 mq, di un centro fieristico e di uno spazio congressuale che potrebbe diventare il punto di riferimento per la convegnistica di tutto il Sud Italia”.