NEWS CONFAPI

L’esperimento UOLD, condotto dalla startup UrbyetOrbit con il supporto del DIH di Confapi, grazie al sostegno economico e operativo del progetto DIH4AI, è giunto al termine con successo. UrbyetOrbit ha potuto così costruire un prototipo per aumentare la risoluzione dei dati satellitari e combinarli con le informazioni catastali per fornire servizi avanzati di gestione del territorio, utili tanto agli attori industriali quanto agli stakeholder politici. Questo prototipo non è altro che un algoritmo di intelligenza artificiale con apprendimento auto-supervisionato per la computer vision che unisce vari insiemi di dati, tra cui quelli di osservazione della Terra e geospaziali.

Infine, UOLD diventerà una piattaforma in cui le microaree territoriali saranno digitalizzate in tutti i loro aspetti, riconoscibili con una risoluzione di 2,5 m px a px, che consentirà una chiara pianificazione degli impatti dello sviluppo, delle operazioni di manutenzione in corso, dei rischi naturali e delle variazioni degli aspetti ambientali.

“Le polizze catastrofali rappresentano un indubbio aumento di costi per le imprese. Bisogna, però, anche dire che stiamo parlando di uno di quei casi in cui la mutualizzazione, ovvero il trasferimento del rischio a chi può gestirlo, è un fattore positivo”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

“Spesso, infatti - aggiunge - le piccole e medie aziende non riescono a far fronte alle conseguenze dovute a quegli eventi atmosferici gravi, estremi e imprevedibili che, se avvengono, le mettono in ginocchio con il rischio di farle chiudere. Del resto siamo di fronte con sempre maggior frequenza a improvvisi eventi drammatici, dovuti ai cambiamenti climatici, come quelli che stanno colpendo purtroppo in queste ore la Toscana”. Secondo Camisa “bisognerebbe adottare due accorgimenti affinché lo strumento che il Governo intende adottare funzioni: il primo è che le forme contrattuali che dovessero essere stipulate abbiano caratteristiche simili e con clausole comuni definite dalle autorità assieme alle imprese assicuratrici per evitare che ci possano essere modelli assicurativi completamente differenti e che poi vi siano problemi in caso di richiesta di risarcimento dell’eventuale danno. La seconda – conclude il Presidente di Confapi - è che venga creato un tavolo di lavoro che si occupa delle perizie, composto da più imprese assicuratrici in cui anche le associazioni datoriali possano avere un ruolo, nell’ottica di non lasciare sola la piccola impresa contro la grande impresa assicuratrice in un momento così complicato.

 

Aumento significativo dei costi di produzione e delle materie prime, livello occupazionale stabile ma anche incremento della produzione e degli ordini. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono dall’indagine interna realizzata dall’Ufficio Studi Confapi sul primo semestre 2023.

Il 52,8% delle imprese Confapi ha registrato un incremento della percentuale di produzione e quasi il 51% ha indicato un aumento dei volumi di fatturato. Circa il 42% delle aziende indica di aver registrato un aumento degli ordini a fronte di un 30,6% che ne registra una flessione. La quota maggiore di aumento degli ordini è data dal mercato interno +37,02%, mentre le quote Ue e Extra Ue si attestano al 13,22% e 9,3%. A trainare l’economia è sicuramente il mercato interno. Il 41,60% dichiara da aver aumentato il proprio fatturato proprio all’interno dei confini nazionali e il 16,25% dichiara di averlo aumentato oltre il 10%. Il 17,46% dichiara di aver incrementato la quota di fatturato totale grazie al commercio estero Ue mentre il 10,66% con quello extra Ue.  

In aumento, però, anche i costi della produzione che sono lievitati per il 75,73% delle imprese intervistate dovuti principalmente all’aumento dei costi dei prodotti energetici (+45,04%) e delle materie prime (+51,08%). Per quel che riguarda i prezzi di acquisto dei materiali necessari alla produzione aziendale, il 57,58% registra un aumento nel primo semestre del 2023. Il 16,53% dichiara che gli aumenti sono stato maggiori del 10%, il 15,43% tra il 5% e il 10%, mentre il 15,70% tra il 3% e il 5%.

Il 60,23% delle Pmi ha dichiarato di aver riconosciuto ai propri dipendenti fringe benefit. Di questi, il 51,72% fino a 500 euro, il 28,57% da 500 a mille euro, l’11,33% da mille a duemila euro e il solo 8,37% da 2mila a 3mila euro. Il 66,24% dei dipendenti delle piccole e medie industrie private ha beneficiato del taglio del cuneo fiscale riservato ai redditi fino a 35mila euro.

Per quanto riguarda i livelli occupazionali, nel primo semestre 2023 il 51,8% degli imprenditori ha dichiarato di aver mantenuto livelli stabili, mentre il 34,25% ha aumentato la forza lavoro e il 13,95% l’ha ridotta. Tra le tipologie contrattuali maggiormente utilizzate tra le imprese che hanno assunto - 34,25% del campione - risulta esserci il contratto a tempo indeterminato utilizzato dal 75,71%. Il contratto a tempo determinato è stato utilizzato invece dal 57,86% delle imprese e infine l’apprendistato dal 39,29%. Infine c’è una percentuale del 13,57% tra quelli che hanno incrementato la forza lavoro che dichiara di aver fatto ricorso a tirocini, a stage o a contratto con agenzia interinale. Tra le cause di diminuzione della forza lavoro riportate dalle imprese che hanno ridotto il personale, pari al 13,95% del campione, vi è il fenomeno delle dimissioni volontarie. Un’azienda su cinque infatti dichiara di aver avuto nel primo semestre del 2023 dimissioni di personale: l’81,72% tra uno e tre dipendenti mentre il 12,37% tra tre e cinque dipendenti.

Nel primo semestre dell’anno il 25,76% delle aziende ha mantenuto stabile la quota di investimenti rispetto al trimestre precedente. Il 23,73% degli intervistati dichiara di aver investito di più a fronte di una percentuale consistente di imprese - il 50,51% - che ne ha diminuito le quantità.

Lo studio è stato condotto attraverso interviste mirate a un campione rappresentativo di 2mila imprese che aderiscono al sistema della Confederazione dislocate sull’intero territorio nazionale. Il campione è costituito prevalentemente da industrie manifatturiere dei settori della meccanica, della chimica, del tessile, dell’edilizia, dei trasporti, dell’agroalimentare e dei servizi e multiservizi. L'indagine raccoglie informazioni sui principali indicatori economici aziendali quali la produzione, gli ordini, il fatturato, gli investimenti, l'occupazione e altre variabili economiche sulle piccole e medie industrie private italiane sul primo semestre del 2023 e sulle aspettative del secondo.   

Un terzo degli imprenditori è pessimista in merito all’evoluzione del mercato nel prossimo anno. È quanto emerge dall’indagine interna realizzata dall’Ufficio Studi Confapi. Il 36,99% degli imprenditori si aspetta un rallentamento dei volumi di affari mentre 26,58% è ottimista e crede in una crescita. Il 22,19% ritiene che la situazione resterà pressoché stabile e un 12,33% dichiara che è difficile fare oggi una previsione. È stato chiesto agli imprenditori quali siano le loro aspettative circa i livelli di produzione - ordini e fatturato. Per il 39,89% degli intervistati i livelli di produzione e di ordini saranno stabili, in aumento per il 22,87% del campione e in diminuzione per il 37,24%. Riguardo al fatturato, il 36,64% si aspetta dei livelli stabili anche per il prossimo semestre, un 40,92% vede le stime dei volumi al ribasso e solo il 22,44% ne prevede un incremento. Solo un terzo delle imprese – il 32,14% - dichiara di avere intenzioni di assumere nel prossimo trimestre a fronte di un 49,73% che lascerà invariati gli organici aziendali. Infine è stato chiesto agli imprenditori di dare un giudizio sulle misure più necessarie e urgenti per aumentare la competitività delle imprese. La detassazione degli utili reinvestiti in azienda (37,17%), quella delle tredicesime (35,40%) e il taglio del cuneo fiscale lato imprese (33,02%) sono sicuramente i provvedimenti gli imprenditori auspicano possano trovare spazio nella Legge di Bilancio 2024. Significativa anche la percentuale di imprese che indica strategico aumentare le percentuali del credito d’imposta per fare investimenti 4.0.

Lo studio è stato condotto attraverso interviste mirate a un campione rappresentativo di 2mila imprese che aderiscono al sistema della Confederazione dislocate sull’intero territorio nazionale. Il campione è costituito prevalentemente da industrie manifatturiere dei settori della meccanica, della chimica, del tessile, dell’edilizia, dei trasporti, dell’agroalimentare e dei servizi e multiservizi. L'indagine raccoglie informazioni sui principali indicatori economici aziendali quali la produzione, gli ordini, il fatturato, gli investimenti, l'occupazione e altre variabili economiche sulle piccole e medie industrie private italiane sul primo semestre del 2023 e sulle aspettative del secondo.

Confapi ha preso parte alla riunione plenaria di insediamento del Cnalcis, il Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding che si è svolta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La Confederazione partecipa ai lavori del Consiglio come membro della Commissione Consultiva Permanente delle Forze Produttive che riunisce associazioni di categoria e rappresentanze dei consumatori.

La riunione presieduta dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in qualità di Presidente del Consiglio, si è svolta durante l’ottava edizione della Settimana dell’anticontraffazione; hanno partecipato i membri effettivi e supplenti delle Amministrazioni della compagine del Consiglio, nonché dei rappresentanti delle due Commissioni Consultive Permanenti, delle Forze dell’Ordine e delle Forze Produttive.  Sul tavolo il nuovo corso del Cnalcis - che svolge un’azione di indirizzo delle priorità strategiche della politica nazionale anticontraffazione attraverso la programmazione e la messa a sistema degli interventi di lotta alla contraffazione e all’Italian Sounding - la definizione del 'Piano di lavoro anticontraffazione' per il periodo 2023-2025, con l'obiettivo di individuare le tematiche prioritarie di intervento e le azioni strategiche concrete a tutela del made in Italy.

Il ministro, con decreto del 12 giugno scorso, ha nominato i componenti del Consiglio e chiamato a farne parte, quale rappresentante del Ministero, il viceministro delegato alla lotta alla contraffazione, Valentino Valentini. “Il nostro è un segnale chiaro dell'azione del Mimit a sostegno delle imprese italiane – ha affermato Urso -, la lotta al falso e, più in generale, la promozione e la valorizzazione della Proprietà Industriale rappresentano un tassello imprescindibile della politica industriale, un volano per la qualità e l'innovazione dei nostri prodotti".

È online il nuovo numero di Confapinews, il mensile d’informazione della Confederazione Piccola e Media Industria Privata. In primo piano questo mese: il Salario Minimo e la posizione espressa dal Presidente Camisa, Confapi a Palazzo Chigi per l’illustrazione della legge di Bilancio, il rinnovo del protocollo di legalità sottoscritto da Confapi e Ministero dell’Interno, l’apertura della XI Consiliatura del Cnel con il rientro della Confederazione e tutti gli interventi ai vari tavoli istituzionali. Come sempre, presenti anche approfondimenti sulle ultime novità dall’Italia e dall’Europa, oltre agli aggiornamenti dalle nostre territoriali e dal sistema Confapi.

Confapi, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Napoli, ha partecipato oggi a Palazzo Chigi all’incontro in cui il Governo ha illustrato alle parti sociali il disegno di legge di bilancio.
“Bisogna fare in modo – il commento del Vicepresidente - di allocare al meglio i soldi a disposizione pur prendendo atto che la nuova manovra di Bilancio dispone di risorse limitate e vincolate. Sappiamo bene che gli interventi illustrati rappresentano una boccata di ossigeno, ma non potranno determinare dei provvedimenti strutturali e espansivi che sono necessari per ‘buttare il cuore’ oltre l’ostacolo per introdurre misure volte a sostenere con maggiore slancio il nostro sistema produttivo”.
“Dobbiamo continuare – ha aggiunto Napoli - a fare buon uso di tutte le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per proiettare il Paese verso quella rivoluzione economica e produttiva in grado di renderlo competitivo nei prossimi anni. Oltre alla necessità di dover lavorare al taglio del cuneo fiscale per le imprese, bisogna rendere strutturale la detassazione degli aumenti retributivi definiti a livello di contrattazione nazionale.  Riteniamo, inoltre – ha concluso - sia opportuno rifinanziare la misura del credito d’imposta 4.0 per l’intera durata del Piano Transizione 4.0. riservando una percentuale più alta dell’agevolazione per le imprese di minore dimensione”.

“Come Confapi abbiamo espresso parere favorevole al documento approvato oggi dal Cnel sul salario minimo. Si tratta di una posizione più volte dichiarata dalla nostra Confederazione che ritiene che la contrattazione collettiva sia la strada maestra nella quale le parti sociali si assumono l’onere e la responsabilità di trovare il punto di equilibrio tra domanda e offerta anche in termini di retribuzione”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

 “I contratti che Confapi sottoscrive da ben 75 anni nei tredici settori produttivi più importanti – sottolinea - sono sopra la soglia dei nove euro l’ora e non ignoriamo il fatto che il documento del Cnel prevede indicazioni per tutelare quei settori e quei lavoratori che non sono coperti dalla contrattazione collettiva. Ribadiamo – conclude Camisa - anche la necessità di rafforzare questo strumento insieme alle politiche attive che mai come in questo momento complicato possono favorire lo sviluppo e la crescita. Diminuire radicalmente il numero dei contratti affidandoli a chi ha reale rappresentanza e quindi azzerare la contrattazione pirata metterebbe la parola fine al dumping contrattuale che troppo spesso ha penalizzato imprese e lavoratori”. 

Sono iniziati i lavori dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio degli strumenti per la crisi d’impresa presso il Ministero di Giustizia. In rappresentanza di Confapi, la dottoressa Daniela Savi, ha portato al tavolo alcune criticità che riguardano per ora la composizione negoziata con proposte operative.

Contributi e idee dalle piccole e medie imprese che nascono dal lavoro quotidiano degli imprenditori e dei loro professionisti.