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Nei prossimi giorni la costituzione della categoria Aniem Piacenza e le assemblee di Unionalimentari e Unionmeccanica

Chi dice industria dice donna. La conferma arriva anche dalle nomine dei presidenti dei gruppi e delle categorie che stanno sotto l’egida di Confapi Industria Piacenza: su sei eletti, tre sono donne.

 

Ma chi sono nello specifico? Barbara Boselli è financial partner di Azimut Capital Management SGR Spa: è stata eletta presidente del gruppo Confapid Piacenza che nasce con l’obiettivo di promuovere l’imprenditoria femminile e il ruolo e l’immagine delle donne con responsabilità d’impresa. Fra l’altro Boselli raccoglie il testimone da un’altra donna: è Sara Brugnoni, che per otto anni ha guidato il gruppo delle donne imprenditrici.

 

Ceo dell’agenzia Santafranca60, da dieci anni all’interno di Confapi, Brugnoni è stata eletta presidente della categoria UniGec: sarà lei dunque la rappresentante delle aziende che operano nei settori di grafica, editoria, imballaggio, comunicazione e marketing. La categoria è nata qualche settimana fa da una “costola” di Unimatica che raggruppa le aziende del settore informatico e affini: il gruppo ha come obiettivo quello di collaborare su progetti specifici che siano di servizio per il territorio e per le imprese locali.

 

La terza nomina “rosa” è invece quella di Ivana Molinari: presidente dell’azienda Molinari srl che si occupa della produzione di calzature ortopediche su misura e di sistemi cad cam per la progettazione e la produzione di plantari su misura, Molinari è stata eletta presidente della categoria Confapi Sanità Piacenza. È un gruppo, questo, di recente formazione ma che già ha in programma alcune iniziative dedicate alla sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della prevenzione e dell’innovazione tecnologica.

 

Nelle scorse settimane però sono stati eletti anche i vertici di altri gruppi e categorie: si tratta di Gianluca Poggioli, riconfermato alla guida del Gruppo Giovani Industriali di Confapi Industria Piacenza. Socio titolare di Cad Disegni Srl, ha svolto un mandato di tre anni puntando sulla formazione e sulla collaborazione con alcune realtà territoriali.

 

È una riconferma anche quella di Luca Lambertini: ammini-stratore delegato di Assiteca Piacenza Srl, Lambertini è stato rieletto presidente della categoria Unionservizi accoglie imprese e professionisti operanti nel campo dei servizi e della consulenza in diversi ambiti (ambiente, sicurezza, energia, vigilanza, investigazioni, perizie, commercio e ristorazione, consulenza legale, fiscale, amministrativa, formazione e gestione del personale; attività assicurativa, bancaria, finanziaria, del credito, leasing, finanza agevolata; pulizia, disinfestazione, multiservizi integrati, trasporti e logistica, servizi alla persona, sport).

 

Raffaele Boledi, sales manager di Consoft Srl che si occupa di software gestionali per aziende e professionisti, è stato invece eletto presidente della categoria Unimatica che raggruppa le aziende del settore informatico e affini.

Da segnalare che tutti i presidenti delle categorie e dei gruppi diventano componenti di diritto del Consiglio Direttivo di Confapi Industria Piacenza, composto da imprenditori nominati in occasione della XIX Assemblea dello scorso 30 maggio.

 

Nei prossimi giorni comunque sono previsti altri appuntamenti: lunedì 17 luglio infatti si costituirà la categoria Aniem Piacenza che comprende le aziende delle imprese edili manifatturiere e settori affini, mentre a seguire si terranno le assemblee delle categorie Unionalimentari e Unionmeccanica.

"Transizione digitale. Opportunità e rischi delle PMI in un mondo che cambia velocemente": Venerdì 21 luglio, alle ore 10,30, presso la Camera di Commercio di Bari, sala azzurra, si terrà il convegno organizzato da Confapi Bari-Bat, Confapi Unimatica e l’Ente Camerale di Bari per parlare di transizione digitale e della grande sfida che coinvolge il mondo delle PMI.

La transizione digitale è un vasto processo di cambiamento tecnologico che coinvolge tutti i settori della vita quotidiana. Per le PMI è quindi un tempo di grandi opportunità. Proprio nelle province Bari e BAT le imprese operanti nel settore ICT sono circa 2.200 (dati Istat 2021, codice Ateco J "servizi di informazione e comunicazione"). Le imprese oggi devono fronteggiare una serie di rischi che vanno dall'ordinaria amministrazione dell'attività di impresa ai temi più complessi della competitività. In Puglia l'arrivo di multinazionali porta di per sé grandi vantaggi per il territorio ma pone le PMI di fronte a nuove sfide.

Dunque digitalizzazione, competitività, aggregazione, sviluppo in filiera, strumenti a tutela delle PMI: spunti e argomenti che nel convegno verranno trattati in un confronto tra mondo dell'impresa, associazionismo di categoria, centri di competenza e in un dialogo con il Vice ministro Francesco Paolo Sisto, autorevole esponente del Governo. Se ne parlerà con tanto di dati, tra opportunità, prospettive e sfide, naturalmente, per dare una marcia in più all’economia meridionale, soprattutto, che deve fare i conti con un ‘’gap’’ oggettivo fatto di programmazione nella infrastrutturazione digitale. Nei territori c’è chi è avanti e prosegue per proprio conto (pochi per la verità) e altri che arrancano, a causa di un sistema Paese che deve fare i conti con quella palla al piede fatta di burocrazie e di deleterie politiche degli annunci, che ci fanno arrivare alla partenza con l’affanno. A Bari, su iniziativa di Confapi, presso la Camera di commercio si parlerà di transizione digitale. Una sfida per imprese, politica e territori.

 

Programma del convegno:

Apertura dei lavorai alle ore 10.30 con i saluti di Pietro Piccioni, vice presidente CCIAA Bari, e di Nicola Plantamura, presidente Confapi Bari e BAT.

 

A seguire gli interventi di:

Giorgio Binda, presidente Unimatica Confapi;

Angelo Giuliana, direttore generale Meditech;

Salvatore Latronico, presidente Distretto informatica;

Vito Macina, digital specialist del PID – Punto impresa digitale di Bari.

Conclusioni del Senatore Francesco Paolo Sisto, Vice ministro della Giustizia.

 

Modera il giornalista Onofrio Bruno.

“Nonostante il Governo si stia impegnando a trovare una soluzione alla questione del payback per i dispositivi medici - provvedimento che risale ai precedenti esecutivi - la proposta che è stata presentata in questi giorni è iniqua e inaccettabile”. Lo dichiara il Presidente di Confapi Sanità, Michele Colaci.

“Ringraziamo la Commissione Affari sociali e il Presidente Ugo Cappellacci, per essere stati convocati e ascoltati e per quanto stanno facendo – spiega Colaci - ma anche in quella sede abbiamo espresso chiaramente il nostro giudizio: non si sta tenendo conto della difficoltà in cui versano le imprese che rischiano di fallire per pagare le inefficienze della pubblica amministrazione. Il Governo si prenda la responsabilità di trovare una soluzione che tuteli non solo le piccole e medie industrie ma tutto il sistema sanitario. Ricordiamo, infatti, che se dovessero fallire le imprese sottoposte al payback negli ospedali non sarebbero più disponibili anche i più semplici dispositivi medici”.

Confapi Sanità ribadisce quindi la necessità di arrivare a una franchigia di 5 milioni di euro per azienda e, al contempo, di reperire i 95 milioni di euro necessari per risolvere definitivamente una situazione surreale in cui le imprese sono costrette a pagare per errori altrui. “Ovviamente rinnoviamo al Governo tutta la nostra piena disponibilità a collaborare affinché si arrivi ad una soluzione equa e condivisa”, conclude Colaci.

Una delegazione di Confapi Turismo e Cultura ha incontrato il Segretario generale dell'MTF (Mediterranean Tourism Foundation – Ong istituita a Malta), Andrew Agius Muscat: il bilaterale, si è tenuto a Roma nella sala consiliare "Fregosi" di Palazzo Valentini, in occasione di un meeting di due giorni dal titolo "Pace e Turismo, Roma Capitale del Mediterraneo" che ha visto la partecipazione dei Senatori dell'MTF e gli interventi di diverse personalità politiche ed istituzionali. L'evento, è stato organizzato dal Consigliere e Segretario d'Aula dell'Assemblea Capitolina, On. Fabrizio Santori, con l’obiettivo di riaffermare la centralità turistica e religiosa di Roma, in vista del Giubileo 2025, e di promuovere la candidatura della Capitale ad Expo 2030, accendendo i riflettori internazionali. Per Confapi Turismo e Cultura hanno partecipato in presenza Francesco Cecilia e Stefano Donghi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Territoriale Latina e Lazio. Il Presidente nazionale Roberto Dal Cin, in collegamento da remoto, ha poi stabilito un'intesa con il Segretario generale di MFT per poter condividere, nel prossimo futuro, idee e progetti concreti finalizzati allo sviluppo del Turismo a Roma e nei Paesi dell'area del Mediterraneo, creando anche un ponte ideale tra Venezia e Malta. 

Tra i temi più importanti emersi dal confronto, la valorizzazione delle tradizioni e delle identità dei popoli del Mediterraneo, l’incentivazione di un Turismo più sostenibile, i cui redditi e benefici economici ricadano principalmente sulle comunità locali. Inoltre si è convenuto sulla necessità di un approccio costruttivo alla risoluzione del problema dell'overtourism che non va affrontato soffocando i flussi, bensì redistribuendoli nello spazio e nel tempo attraverso la promozione turistica dei luoghi minori e la creazione di eventi per la destagionalizzazione. La rappresentanza maltese di MTF ed il Segretario Muscat hanno infine ufficialmente invitato Confapi Turismo e Cultura ed i suoi iscritti a partecipare al meeting sul Turismo che si terrà dal 21 al 23 novembre sull'isola di Malta; si è discusso inoltre di una partnership tra MTF, che è membro dell'OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) e la stessa Confapi.

Confapi Aniem rinnova la richiesta di approvare urgentemente una proroga del superbonus che garantisca una corretta conclusione dei lavori condominiali senza vincolarla ad alcun stato di percentuale dei lavori realizzati.

Si tratta di un intervento motivato anche dall’esigenza di compensare le dinamiche che hanno fortemente rallentato l’applicazione della misura: frammentazione legislativa, modifica del quadro di riferimento iniziale sia normativo che economico, incertezze interpretative, blocco della cessione dei crediti. In questo contesto la mancata proroga metterebbe a rischio migliaia di cantieri e determinerebbe effetti devastanti sia sul fronte economico che occupazionale, coinvolgendo non solo le imprese, ma anche tutta la filiera e le figure professionali coinvolte nei lavori di efficientamento energetico e di riqualificazione del patrimonio
immobiliare. Lo stop immediato avrebbe inoltre conseguenze facilmente prevedibili: lavori non ultimati, proliferazione di conteziosi, fino alla possibilità di sequestri preventivi delle proprietà immobiliari, rischio per la sicurezza nei cantieri a causa della rincorsa esasperata a finire i lavori entro il residuo tempo rimasto.
Confapi Aniem ritiene quindi fondamentale consentire una gestione dei lavori che permetta di concludere in modo adeguato il regime del 110% per poi ridefinire una politica sostenibile di incentivi fiscali in edilizia.
Ora è il momento di scongiurare il rischio di lasciare sui territori opere incompiute, controversie giudiziali e conseguenti crisi produttive e occupazionali.

 

Alla presenza del Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca, Michele Colaci, del Presidente di Confapi Puglia, Carlo Maria Martino, e di Erasmo Antro, membro di Giunta nazionale, si è svolto a Bari l’incontro per la costituzione di tutte le territoriali di Confapi Sanità Puglia. Aldo Allegretti è stato nominato nuovo coordinatore della Regione Puglia della Confapi Sanità. “Tante sono le sfide che ci attenderanno, ma uniti si vince”, ha dichiarato Colaci.

“Dal’1 gennaio 2024 entrerà in vigore il nuovo tariffario nazionale ambulatoriale che colpirà tutte le prestazioni di diagnostica, fisioterapia e laboratorio analisi. Si tratta di uno strumento che comporterebbe la chiusura dell’80% delle strutture esistenti e il rischio concreto che il personale medico si rifiuti di eseguire le prestazioni se la remunerazione fosse in linea con il taglio prospettato”. È l’allarme lanciato da Michele Colaci, Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca.

“Gli effetti immediati, oltre alla perdita di migliaia di posti di lavoro – aggiunge Colaci - sarebbero l’acquisizione degli stessi laboratori da parte delle multinazionali, con conseguente perdita di professionalità da parte degli operatori, e le difficoltà per i cittadini nel trovare questo tipo strutture nel proprio paese o nel proprio quartiere. Le nuove tariffe previste dal nomenclatore solo all’apparenza andrebbero incontro alle esigenze economiche delle persone oltre a non essere in linea con le normative europee”.

“Ci auguriamo – conclude il Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca - che il Governo si sieda intorno a un tavolo con le Regioni, le associazioni di categoria e con tutti gli organi competenti e che si trovi una soluzione che rispetti la salute dei cittadini, il lavoro nonché l’italianità delle imprese”.

 

Il sistema portuale italiano rischia pesanti ripercussioni se la direttiva EU-ETS (European Emission Trading Scheme) non subirà modifiche prima del recepimento da parte degli Stati Membri.

La direttiva, che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55 % entro il 2030, ha incluso, nel maggio di quest’anno, anche il settore marittimo. È previsto infatti un contributo ambientale per gli armatori di grandi navi superiori alle 5 mila tonnellate che avrà pesanti ricadute sulla competitività e sulle potenzialità dell’economia portuale italiana a vantaggio di quelli extra EU.

Sul punto è intervenuto Vittorio Chiappetta, Presidente nazionale della Filiera Trasporti di Confapi: “Fatta la legge, trovato l’inganno. Le compagnie marittime provenienti da paesi extraeuropei e diretti in altrettanti paesi extraeuropei potranno evitare la tassazione al 100% scegliendo semplicemente i porti del nord Africa per il trasbordo”.  “Spostare il traffico marittimo non determinerà - continua Chiappetta -, il raggiungimento degli obiettivi climatici ma sposterà l’inquinamento a poche centinaia di miglia di distanza causando però danni di proporzioni ingenti all’economia portuale che sta già subendo gli effetti negativi dovuti all’inflazione”.

Forte preoccupazione anche per le sorti del porto di Gioia Tauro, il più grande terminal per il transhipment presente in Italia. Quasi il 28% di tutti i container movimentati e il 77% di quelli trasbordati passano da Gioia Tauro, che conta, attualmente, 1.600 lavoratori diretti e 4.000 indiretti. Di fronte a questi numeri risulta evidente la necessità di un cambio di rotta.

“Lavoriamo per una transizione verde - conclude Chiappetta - in grado di camminare parallelamente ad una sostenibilità che sia socialmente equa e che tenga conto della competitività del nostro sistema”.

Anche quest’anno la Fiera del Turismo di Rimini ha sancito la piena vitalità del settore e mentre l’estate continua, imperterrita, in quasi tutto il Mezzogiorno, non possiamo non interrogarci su ciò che serve alla Calabria per fare il salto di qualità in un ambito come quello turistico, trainante sia per l’economia regionale che nazionale. Ora che possiamo affermare con certezza che l’amara stagione della pandemia è stata definitivamente archiviata, nonostante si addensino sempre più tristi scenari di guerra in varie parti del mondo, ci domandiamo – e non certo per la prima volta – cosa bisogna fare per creare stabilmente le condizioni affinché la nostra regione possa imboccare con successo la via dello sviluppo. Lo sforzo teorico di dare una risposta al “che fare” potrebbe non essere così grande, basterebbe infatti che ci limitassimo ad emulare l’operato delle altre regioni del bacino mediterraneo.

Osservando ciò che accade intorno a noi, possiamo evidenziare in estrema sintesi che serve un piano decennale che rimetta a nuovo il nostro territorio. Un piano che interessi il settore urbanistico (reti stradali, arredi urbani, sistema fognario, depurativo e di illuminazione), il settore logistico (trasporti pubblici, infrastrutture strategiche, porti e aeroporti) e ogni altro tipo di servizio, anche quelli relativi le strutture ricettive di qualità, o la formazione degli operatori turistici, nonché la valorizzazione dei borghi.

Insomma, in poche parole, una vera e propria rivoluzione copernicana che interessi l’approccio allo sviluppo turistico. Rivoluzione che non si riduca al singolo evento, organizzato qua e là, o a qualche workshop/ educational con buyers stranieri, fine poi a sé stesso. Serve – dunque – una regia competente ed un reale coinvolgimento degli attori del settore turistico.

Sono essenziali anche una visione e una puntuale organizzazione, un programma formativo che possa coinvolgere le scuole, il mondo dei giovani, occasione di rinnovamento per competenze e mentalità del mondo imprenditoriale. Un input che possa far riconoscere esclusivamente i valori del merito e della capacità verificata sul campo. Tanti pezzi di un unico puzzle che trova la cornice perfetta in un piano marketing duraturo che racconti una nuova storia della Calabria. Una storia che non tradisca le radici millenarie che hanno segnato la ricchezza e la peculiarità di questa nostra terra.

Consapevoli della facilità di tracciare le linee teoriche di un percorso, senza nasconderci dietro il solito alibi delle difficoltà di realizzazione, non ci rimane che rimboccarci le maniche e iniziare a fare, fare e fare.