CONFAPI TURISMO

Anche quest’anno la Fiera del Turismo di Rimini ha sancito la piena vitalità del settore e mentre l’estate continua, imperterrita, in quasi tutto il Mezzogiorno, non possiamo non interrogarci su ciò che serve alla Calabria per fare il salto di qualità in un ambito come quello turistico, trainante sia per l’economia regionale che nazionale. Ora che possiamo affermare con certezza che l’amara stagione della pandemia è stata definitivamente archiviata, nonostante si addensino sempre più tristi scenari di guerra in varie parti del mondo, ci domandiamo – e non certo per la prima volta – cosa bisogna fare per creare stabilmente le condizioni affinché la nostra regione possa imboccare con successo la via dello sviluppo. Lo sforzo teorico di dare una risposta al “che fare” potrebbe non essere così grande, basterebbe infatti che ci limitassimo ad emulare l’operato delle altre regioni del bacino mediterraneo.

Osservando ciò che accade intorno a noi, possiamo evidenziare in estrema sintesi che serve un piano decennale che rimetta a nuovo il nostro territorio. Un piano che interessi il settore urbanistico (reti stradali, arredi urbani, sistema fognario, depurativo e di illuminazione), il settore logistico (trasporti pubblici, infrastrutture strategiche, porti e aeroporti) e ogni altro tipo di servizio, anche quelli relativi le strutture ricettive di qualità, o la formazione degli operatori turistici, nonché la valorizzazione dei borghi.

Insomma, in poche parole, una vera e propria rivoluzione copernicana che interessi l’approccio allo sviluppo turistico. Rivoluzione che non si riduca al singolo evento, organizzato qua e là, o a qualche workshop/ educational con buyers stranieri, fine poi a sé stesso. Serve – dunque – una regia competente ed un reale coinvolgimento degli attori del settore turistico.

Sono essenziali anche una visione e una puntuale organizzazione, un programma formativo che possa coinvolgere le scuole, il mondo dei giovani, occasione di rinnovamento per competenze e mentalità del mondo imprenditoriale. Un input che possa far riconoscere esclusivamente i valori del merito e della capacità verificata sul campo. Tanti pezzi di un unico puzzle che trova la cornice perfetta in un piano marketing duraturo che racconti una nuova storia della Calabria. Una storia che non tradisca le radici millenarie che hanno segnato la ricchezza e la peculiarità di questa nostra terra.

Consapevoli della facilità di tracciare le linee teoriche di un percorso, senza nasconderci dietro il solito alibi delle difficoltà di realizzazione, non ci rimane che rimboccarci le maniche e iniziare a fare, fare e fare.

Confapi Turismo e Cultura esprime forte preoccupazione per le criticità emerse negli ultimi giorni, sia per i lunghi tempi di attesa e le file agli ingressi del Colosseo e del Foro romano, dovute al controllo dei documenti di ogni singolo visitatore, sia per le problematiche derivanti dalle rigide regole di acquisto del biglietto e dalla sua non modificabilità.

 Secondo Roberto Dal Cin, Presidente nazionale di Confapi Turismo e Cultura, "si è voluta adottare la normativa che regola  eventi musicali e sportivi, senza avere lo stesso numero di varchi di accesso degli stadi e lo stesso dispiegamento di personale addetto alla sicurezza per la verifica dei documenti.
Per questo motivo, a metà dicembre e come associazione di filiera turistica, abbiamo scritto ed inviato sette proposte  alla Direzione del Parco archeologico per migliorare il nuovo regolamento richiedendo, tra le priorità, quella di un intervento salva-fila, che preveda, su tutti i gruppi in entrata, un controllo a campione dei documenti soltanto sul dieci per cento dei visitatori”.

 Per Confapi Turismo “l'altra criticità, che richiede un'attenzione immediata, è quella della rigidità del sistema di acquisto del biglietto che attualmente prevede, solo per i tour operators, la modifica del nominativo una sola volta ma non nei tre giorni precedenti alla data di visita del monumento.

 "Questa norma sta mettendo in forte difficoltà gli operatori turistici perché in caso di malattia, di ritardi aerei o di treni, di irraggiungibilità del Colosseo dovuta a sciopero dei taxi o della metropolitana, di allerta meteo, non consente alcuna cancellazione né tantomeno la possibilità, da parte dei tour operators, di concedere un rimborso e di riallocare il biglietto a beneficio di altri visitatori, prassi regolare per anni fino a due mesi fa".

 Da un'indagine statistica, condotta nelle ultime settimane tra le imprese associate a Confapi Turismo, emerge che circa il 18% dei biglietti venduti viene quotidianamente cestinato: sarebbe a dire che circa 5.000 persone al giorno non visitano di fatto il Colosseo e che altrettante perdono l'opportunità di entrare nel monumento, dal momento che  il biglietto non può essere né rinominato, né riutilizzato.

Per il Vicepresidente nazionale di Confapi Turismo e Cultura Giovanni Giordano, agente di viaggio e tour operator, "occorre più flessibilità circa l'obbligo del nominativo, soprattutto se il biglietto fa parte di un pacchetto turistico; per questo motivo la Direzione e l'ufficio valorizzazione del Parco del Colosseo valutino bene la richiesta di Confapi Turismo di portare la modificabilità del nominativo sul biglietto fino a 12 ore prima dell'apertura del sito anziché le attuali 72 ore. La Direzione dei Musei Vaticani è andata ben oltre, dispensando completamente i tour operators dall'obbligo del nominativo, nella consapevolezza che nei settori del Turismo organizzato, soprattutto crocieristico, congressuale e scolastico, fino al giorno precedente non si ha sempre certezza delle adesioni e dei nomi dei partecipanti".

Secondo Francesco Cecilia, componente del Direttivo nazionale Confapi Turismo e Cultura, " per apportare migliorie al regolamento non si può attendere  la  nuova gestione  della biglietteria a maggio: occorre intervenire immediatamente per rimuovere tutte quelle regole bizantine create prima dell'introduzione del biglietto nominativo che risultano incomprensibili ai visitatori italiani e stranieri. Frequenti gli smembramenti di gruppi e famiglie dovuti ad orari sul biglietto che differiscono anche di pochi minuti, molte le espulsioni di visitatori soprattutto di nazionalità cinese che hanno inserito i loro nomi in caratteri orientali, non riconosciuti dalla piattaforma, di tedeschi che non hanno potuto registrare i loro nomi con la dieresi, di coppie o famiglie che, per un errore grafico,  sono costrette a rinunciare alla visita e proprio qualche giorno fa è saltata una promessa di matrimonio di una giovane coppia americana per lo stesso motivo".

“Confidiamo nel fatto – conclude il Presidente Dal Cin - che con il nuovo anno la Direzione del Parco voglia riaffermare una politica dell'accoglienza e non del rifiuto, tenendo a mente la sua mission che è quella di  garantire la più ampia fruizione e valorizzazione  del patrimonio assegnato”.